sabato 31 maggio 2014

La prima opera di cake design di Marilena

Ecco la prima opera di Marilena per il compleanno di Luisa.

Dall'alto:
 In prospettiva:



Di fronte:

Zoom:
In pancia (non visibile).

lunedì 20 maggio 2013

Il PD mostra la propria vocazione stalinista

Stanno facendo di tutto per eliminare la possibilità di partecipazione democratica dei cittadini.

Il PD ha gettato la maschera: sono comparsi i tratti tipici di stalin, come mai il signor B. ora non grida alla dittatura e ai mangiabambini?

La risposta la sapete: siamo nella farsa grottesca di un'oligarchia che ha paura delle tante pedate che prenderà sul fondo schiena!!!



http://www.corriere.it/politica/13_maggio_20/proposta-anti-movimenti_10bae510-c149-11e2-9182-3948fb309202.shtml

Non ci sono altri commenti da fare.

giovedì 9 maggio 2013

E il genio che l'ha costruita lì?

I mass-media si stanno sbizzarrendo a cercare le responsabilità nel tragico evento di Genova.

E' colpa del comandante, no, degli ormeggiatori, no dei motori, no di un delfino che passava all'inseguimento di un cavalluccio marino.

Già ci sono avvisi di garanzia per il comandante e forse per qualche pilota dei rimorchiatori.

Ma un bell'avviso di garanzia al genio che nel 1997 ha costruito una torre di controllo portuale proprio all'imbocco del porto e senza altre barriere, glielo vogliamo mandare?

Se la torre non fosse stata lì ma giusto 10 metri più indietro, si sarebbe trattato di una nave arenata a causa di un guasto o di un errore, ne sono capitati decine di questi incidenti nei porti.

La sicurezza si costruisce in fase di progetto, non dopo.

venerdì 8 marzo 2013

Nucleare e alimentazione: ripensare i controlli

E' da un po' che cerco dati sugli effetti degli incidenti nucleari nel ciclo alimentare. Il fatto è che molte agenzie sanitarie nazionali forniscono dati contrastanti sui rilievi di elementi radioattivi negli alimenti, ultimo il mimistero della sanità giapponese che parla di radioattività "dispersa" nel mare a seguito di Fukushima.
In un blog del 14 settembre 2011 ponevo il problema della contaminazione del ciclo alimentare.
La domanda era banale: come è possibile che si ammettano dei livelli di radioattività elevati sul suolo e nel mare e non si trovino invece tracce di radioattività negli animali, a parte quelli entro 10 km dalle centrali?
Devo dire che le ricerche su internet sono durate più di un anno, ma mi sono letteralmente sconfortato dai dati poco attendibili delle agenzie governative.
L'unica voce un po' fuori dal coro rassicurante delle agenzie governative era il Sivemp (sindacato veterinari) che in un articolo del 2010 riportava alla ribalta il problema della rilevazione nei cinghiali di elevati valori di radioattività, ma la notizia non era riferita neppure al caso italiano ma ad analisi che avevano eseguito in Germania. Ovviamente qualche anno fa tale notizia non è stata divulgata, anche per l'avvicinarsi del referendum. Ma di dati non se ne trovavano.
Adesso il Corriere e il Fatto Quotidiano riportano i risultati di analisi svolte sulla selvaggina in uno screening agli animali a causa di altre patologie, i risultati sono stati sconcertanti.
I livelli di radionuclidi sono elevati, come logica vuole: la radioattività resta nel ciclo alimentare per anni, come ebbi modo di scrivere nel 2011, inoltre ripetere il consumo di alimenti contaminati mette a rischio la nostra stessa vita a causa di insorgenza di malattie tumorali.
E, a causa dell'esportazione degli alimenti, ci si potrebbe contaminare a causa di Fukushima o Chernobyl anche se si vive in Africa, basta acquistare dei costosi cinghiali selvaggi uccisi in Piemonte.
Come si può capire la questione è davvero complicata e per questo è opportuno che si comincino a campionare seriamente gli alimenti: capire come la radioattività interferisce con il ciclo alimentare può esserci d'aiuto per prevenire letali effetti sulla nostra salute.

martedì 5 marzo 2013

Napoli brucia, anzi muore!

Il rogo alla Città della Scienza, quasi sicuramente doloso, è uno schiaffo in pieno viso ad un moribondo.
Il rogo segue decenni di inutili dispute politiche sul recupero dell'ex acciaieria di Bagnoli.
I motivi di tale disputa è sotto gli occhi di tutti: i soldi!
In primis i fondi per la riqualificazione dell'area.
Già poco tempo fa era venuta a galla una prima truffa su fondi acquisiti ma mai spesi per recuperare l'area.
C'è da scommettere che i fondi, in futuro, non mancheranno e saranno copiosi.
Ma l'area di Bagnoli ben si presta ad una lucrosissima speculazione edilizia, il posto è incantevole, costruire e vendere è facile, già solo questo fatto fa capire come siano forti le opposizioni a qualsiavoglia progetto serio di recupero.

Ecco perché la politica è bloccata: troppi interessi per cementificare, nessun interesse per realizzare opere pubbliche di utilità alla cittadinanza.
Ed ora, in periodo di crisi, il rogo dell'unica struttura pubblica costruita nell'area: sarà difficile ricostruire in breve tempo data la carenza di fondi.
Un messaggio chiaro: Bagnoli non va recuperata per la città, adesso non ne esiste più neanche la possibilità economica; Bagnoli va cementificata
E' ciò che vogliono le forze malavitose della zona.
E' ciò che la politica non solo non riuscirà ad evitare ma che avallerà senza problemi in futuro facendo appello ai bilanci pubblici.
Ma questa ennesima umiliazione alla cittadinanza rischia di essere l'epitaffio sulla tomba della città.
In passato, anche nei periodi più bui, molti napoletani hanno reagito con forza grazie ad un retroterra  culturale che a Napoli è fertile e vivo.
Oggi però proprio questo retroterra sta venendo meno: senza cultura e senza sapere la città perderà l'ultima possibilità di reagire da sola ai suoi problemi e sarà una dolorosa agonia.
Nell'indifferenza generale.

martedì 19 febbraio 2013

Commuters' life - vita da pendolare

Stazione di Quarto di Marano in una sera d'inverno
Evening winter at Quarto di Marano railway station

Tutti contro Grillo: sarà un caso?

dal sito "Giornalettismo.com"
Sarà un caso ma tra sabato e domenica, in contemporanea, si sono susseguite frasi allarmanti sul Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle.
"non vuole domande" tuonava Bersani,
"é un pericolo per la democrazia" replicava Berlusca,
per "u' professore", invece Grillo vorrebbe portare l'Italia alle stesse condizioni della Grecia.


Che Berlusca sia uno strenuo difensore della democrazia è già di per se una cavolata immane visto cosa il cavaliere pensava e pensa della Costituzione e cosa ha fatto fare alla Lega per bloccare, cosa assolutamente incostituzionale, il movimento di lavoratori dal sud al nord nelle pubbliche amministrazioni vogliamo forse ricordare, tra le altre cose, gli esempi di alta democrazia del cavaliere come la mirabolante ricostruzione in Abruzzo, o l'inserimento nelle istituzioni (a garanzia della democrazia, ovvio) di fameliche veline nonché avvenenti "igieniste" e ci fermiamo qui solo per decenza. Curioso che proprio lui si preoccupi della democrazia, forse voleva dire che la telecrazia è in pericolo. Per quest'ultima cosa ha ragione.

Bersani, poi, dovrebbe chiarire quale politico attuale risponde a domande serie. I vari salotti del cavolo in tv servono solo ad incensare i politici ma di domande scomode neppure l'ombra. Immaginamo bene quali domande faziose si preparerebbe un vespolone per mettere in cattiva luce il leader del M5S o di come le tv possano deformare anche le singole frasi di un'intervista, tanto la maggiornaza degli italioti non andrà mai a guardarsi un'intervista, troppo impegnata con il calcio e domenica in o simili. Quindi la scelta di Grillo a mio parere è corretta, mentre Bersani che usa la tv per fare comizi più che per presentare programmi farebbe meglio a stare zitto.

E che dire di Monti? Il mio pensiero sul professore l'ho già espresso nel post "Addio, Monti": candidato per frenare l'emorragia di consensi al M5S, adesso Monti ha paura di non farcela e noi glielo auguriamo: ci ha fatto già dissanguare abbastanza senza prendere provvedimenti seri per far ripartire l'economia italiana, non solo: la stessa campagna elettorale che sta portando avanti non è proprio un esempio di lungimiranza economica: continua a parlare di tasse ma non di monopoli, tasse  e liberalizzazione dell'economia, al pari dei suoi illustri compari.

Non mi pare che da questo trittico possa nascere nulla di buono e comunque hanno già dimostrato in passato i danni che sono capaci di provocare al paese, perché votarli ancora?

L'unica speranza è che gli italiani smettano di chiudere gli occhi e turarsi il naso e che decidano una volta per tutte di togliersi queti tizi dai piedi, sarebbe già una grande vittoria!!!!


venerdì 25 gennaio 2013

Commuters' life - vita da pendolare


La stazione di Villa Literno ai primi chiarori di un'alba uggiosa.

Villa Literno station - early (and cloudy) morning.

Commuters' life - vita da pendolare


Le ombre ammantate di nebbia, nell'alba di terra di lavoro ...

Undefined objects in the fog, on morning - from local train.

domenica 20 gennaio 2013

Addio, Monti, ...

Chi di noi non ricorda queste bellissime parole di manzoniana memoria, scolpite nel romanzo più letto dagli italiani (perché imposto a scuola)?
Parole, queste che rimbombano alla vigilia di una campagna elettorale nella quale speriamo di fare piazza pulita di cavalieri, professori, saltimbanchi e pagliacci vari che la seconda repubblica ha sfornato senza limitarsi nel gusto e nel decoro.
Il "professore" è evidentemente una nuova trovata dei partiti tradizionali per limitare l'onda d'urto della cosiddetta antipolitica.

Questi pagliacci e questi saltimbanchi sono guidati da un cavaliere che evidentemente spende molti soldi in sondaggi, e cosa dicono i sondaggi? Dicono che con questo trend il Movimento 5 Stelle da qui ad un anno avrebbe la maggiornaza dei voti degli italiani, che oramai sono tutti degli "antipolitici".
Ecco allora la soporifera quanto indecente farsa dello stesso cavaliere che attacca il professore e fa cadere il governo, con l'onnipresente inutile ed evanescente presenza del segretario del partito di sinistra, che non riesce a capire perché è lì.
In buona compagnia, il professore, dunque, per un'operazione politica che sa tanto di ennesima rettoscopia per gli elettori nonché cittadini italiani, con l'obiettivo prefissato di ridurre l'emorragia di voti da destra al movimento di Grillo, ecco che si spiegano alcune "posizioni" quali i limiti da imporre ai gay: è il tipo di elettorato a cui mira che impone questi Monti-pensieri.
Che Monti non sia nulla di nuovo nel panorama politico italiano è dimostrato dal suo curriculum e dal suo operato.
Fama da liberista, cresciuto negli stessi ambienti politici che hanno condotto l'Italia al tracollo, non ha fatto un solo atto, nel suo governo, che potesse dispiacere all'establishment.

Riguardo la crisi ci si aspettava, sì, un aumento delle tasse, ma anche un maggiore liberalizzazione dell'economia italiana, una forte limitazione dei monopoli di diverse aziende in modo da muovere l'imbalsamata economia nazionale, creare concorrenza e nuovi indotti. Nulla di tutto ciò, Monti si è limitato a dissanguaci e a proteggere le amiche banche dai venti di crisi, fa nulla che poi le banche non siano capaci a far ripartire l'economia.

La liberalizzazione dell'economia era attesa anche sul fronte lavoro, in relazione a possibili benefici effetti sull'occupazione, ovviamente gli italiani dovranno ancora aspettare (o meglio sperare nel miracolo). Su questo fronte, Monti non ha trovato nulla di meglio da fare che applicare una salda politica di riduzione e limitazione dei salari per tutti quasi tutti i cittadini, indovinate chi ne è escluso (vitalizi, stipendi da favola, pensioni d'oro ecc.)? Questi ultimi sono i "cittadini più uguali degli altri" per dirla con Orwell.

Dal punto di vista dell'ammodernamento degli apparati dello Stato, di leggi più restrittive per i disonesti e la radiazione degli stessi dai compiti pubblici, è semplicemente non pervenuto.

Ecco, allora perché votare Monti? Per evitare le escort varie e farsi prendere per i fondelli dallo stesso premier, riguardo la monotonia del posto fisso (perché lui non si è mai dimesso dal ruolo di docente universitario, notoriamente uno dei ruoli più monotoni e noiosi mai esistiti), o dal suo fighetto ministro, Martone, riguardo gli sfigatelli fuori corso? Non erano tanto diverse, queste parole dagli sbeffeggi della lega (i mitici bamboccioni, ricordate?).
Insomma non solo questa classe politica inetta, incapace, rapace e truffaldina sta depredando la nostra nazione, ma si prende anche il lusso di sbeffeggiare i cittadini che dovrebbe rappresentare.

In cosa differisce allora Monti dagli altri? Solo dall'immagine che da'. Null'altro.

Troppo poco per votarlo, ora che il paese è ad un bivio.

Troppo poco per sperare in lui: non cambierà nulla.

Allora, auguriamoci, insieme ad Alessandro Manzoni che Monti faccia fiasco e che noi possiamo salutarlo così, all'atto di consegna del mandato al nuovo governo: "Addio, Monti ..."

Una lacrima sul viso ....

Un commento rapido alla notizia del prefetto dell'Aquila.
Anche io piangerò lacrime (di gioia) quando avremo spazzato via questi politici e tutte le persone del cavolo che sono piazzate ai vertici dello Stato.
Spero che non gli resti altro da fare che andare a zappare la terra.

sabato 12 gennaio 2013

I Campi flegrei sotto osservazione

Campi flegrei sotto osservazione: il suolo sta lentamente innalzandosi, i valori, seppur piccoli, sono però significativi e impongono lo stato d'attenzione.

Ecco il bollettino dell'istituto di geologia e vulcanologia :

http://www.ov.ingv.it/ov/bollettini-campi-flegrei/Bollettino_Flegrei_2013_01_08.pdf

Poichè gli esperti ritengono che esista un'unica camera magmatica tra la zona flegrea e il Vesuvio, è possibile, anzi probabile che nei prossimi mesi sarà  messo sotto osservazione più stretta anche lo stesso vulcano.

domenica 23 dicembre 2012

Violenze sulle donne? Colpa delle donne!

 Dopo anni di impegno sociale, ho scoperto dall'ameno sito Pontifex, che le donne sono le colpevoli (al 50%) degli stupri su loro stesse. Insomma se mi va di stuprare qualcuna so già che, come dicono le assicurazioni, c'è concorso di colpa. Comodo, no?

Non amo fare polemiche via web, ma credo sia quantomeno opportuno mettere dei puntini sulle i riguardo gli articoli sempre più aggressivi del sito Pontifex, in questo caso parliamo di violenze sulle donne, articolo a firma di un certo Bruno Volpe.
Non sto qui ad elencare tutte le imprecisioni dell'articolo, mi limiterò a dire perché un articolo del genere è un indice chiaro di quanto il limite tra religione e fanatismo spesso sia impercettibile.
Cominciamo con il senso del post: le violenze sulle donne sono inaccettabili ma le responsabilità sono da dividere da uomini e donne stesse.
Il sig. Volpe apre con un preambolo davvero carino: "Notoriamente, l'aborto lo decide la donna in combutta col marito e sono molti di più dei cosiddetti femminicidi", quindi verrebbe da dire, se le buscate ne avete preso sempre meno rispetto a quanto fatto.
In relazione alle violenze sul coniuge in caso di un rapporto in crisi (ma negli altri casi? Quando le violenze non nascono da separazioni o divorzi? Boh, per l'autore non esistono altri casi) la colpa è, manco a dirlo, delle donne, e per dirlo il sig. Volpe fa un bel volo pindarico, prima, come se lui non condividesse la cosa, parla di "certa stampa fanatica" che attribuisce il ricorso alla violenza al fatto che l'uomo non accetterebbe la separazione, poi dice testualmente "In alcuni casi, questa diagnosi può anche essere vera", ovvero lui la ritiene giusta, infine chiosa: " Domandiamoci. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti e che il cervello sia partito? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell'arroganza, ... ... si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti."
Poi una serie di buoni motivi per far finire il matrimonio "a ramengo": "Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici e da portare in lavanderia, eccetera...", per cui non c'è da sorprendersi della successiva frase: "Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto , spesso le responsabilità sono condivise" e gentilmente spezza una lancia per i delitti, specificando, in rigorose parentesi tonde ed in maiuscolo: "(FORMA DI VIOLENZA DA CONDANNARE E PUNIRE CON FERMEZZA)", grazie, che carino!
Volpino conclude con la solita sfilza di accuse ai vestiti femminili rei di provocare gli stupri, che pur essendo attuati da mascalzoni "(lo ribadiamo: roba da mascalzoni)" hanno però un, diciamo così, mandante: la persona stuprata "facciano un sano esame di coscienza: "forse questo ce lo siamo cercate anche noi"", si sa di fronte a "donne libertine" gli uomini "talvolta esagerano".

Volendo esprimere seriamente un parere sull'articolo, è facile concludere che questo articolo di Pontifex non ha ne' capo ne' coda (e mi sono trattenuto per non scendere nell'osceno).

Primo: la violenza sulle donne non è un reato da condannare o roba da mascalzoni. Il reato sulle donne è un crimine orrendo contro la persona, il rispetto alla persona è sacro: se l'uomo e la donna sono immagine di Dio, usare violenza contro un'altra persona è l'atto più grave e ingiustificabile che possa esistere.

Secondo: giustificare la violenza sulle donne semplicemente perché non vogliono stare più con un uomo, presuppone un concetto della morale matrimoniale che prevede un "diritto di possesso" da parte dell'uomo sulla donna.
Dire che le responsabilità sono condivise sul delitto significa dire che una donna sposata, secondo Pontifex, è una schiava e un uomo sposato reagisce così perché ha dei diritti sulla vita del coniuge. Questo concetto è profondamente anticristiano e a dir poco satanico: l'uomo e la donna sono liberi sempre e comunque, pensare di utilizzare un sacramento per "ingabbiare" qualcuno è a dir poco diabolico.
La libertà dell'uomo e della donna, piaccia o no a Pontifex, ce l'ha donata Dio, e non può essere tolta dalle strampalate idee di un Pontifex qualsiasi.

Terzo: forse viviamo in un'altra nazione ma io non ho visto in giro nelle case bambini abbandonati a se stessi o case sporche o cibo da fast food se non nella testa di qualche suocera inviperita con la nuora. Pontifex descrive la realtà del Brasile, forse, o delle Filippine, paesi cattolici notoriamente o a stragrande maggioranza cattolica, come non mi sembra di vedere "donne libertine" che scorazzano in città, magari se le conosce Pontifex me lo indica così le contatto per un appuntament....ZZZZACCCCKK..., scusate mia moglie mi sta tagliando le cosce!!!!

A conclusione mi verrebbe da dire che se qualcuno viene a dirmi che Pontifex è un sito cattolico, allora credo di aver sbagliato religione o forse dovrei fare l'ateo, ma poiché credo che questo sia un sito fortemente equivoco e non ancorato al Vangelo, allora ritengo di essere ancora cristiano.

martedì 25 settembre 2012

Ateismo, religiosità e dogma


In molti, ultimamente, parlano di religione. Le opinioni sono tante e diverse tra loro, dibattito interessante, davvero ma sommamente inutile.
Perché una persona religiosa dovrebbe scrivere di religione? E perché dovrebbe farlo un ateo?
Perché insomma ognuno vuole convincere gli altri del proprio punto di vista?
Partiamo dall’inizio. Cos’è la religiosità?
Per me è null’altro che un cammino, un cammino di ricerca. E’ una ricerca personale, intima, qualcosa anche di molto riservato.
Ecco quindi perché non mi ritengo ateo. Un ateo, di base, nega l’esistenza di un Dio precludendo a priori un cammino che, a mio avviso, è innato nella curiosità di cui tutti gli uomini sono dotati.
Certamente potrebbe essere un cammino o una ricerca che non porta a nulla ma rinunciarci a priori a me non va. Questione di punti di vista.
Tra l’ateismo e l’agnosticismo, poi non è che cambi più di tanto: se i primi negano l’esistenza di Dio, i secondi non si pronunciano al riguardo dell’esistenza ma asseriscono che comunque la cosa è ininfluente,quindi inutile perderci tempo, la qual cosa comunque non rientra nella mia concezione.
Detta così potrebbe sembrare che non sopporti atei e agnostici, invece credo di avere molti amici atei e qualcuno agnostico.
Per la verità dietro l’ateismo o l’agnosticismo si nasconde una tensione alla ricerca (è comunque una ricerca il tentativo di confutare le tesi religiose) che è davvero molto interessante e apprezzabile.
Stessa tensione che non si nota in molti religiosi o sedicenti tali. Come mai? Difficile rispondere, ma qualcosina possiamo abbozzarla.
  1. La ricerca religiosa è comunque faticosa e richiede impegno, cosa che in molti non sono disposti a concedere: meglio qualche regoletta da seguire e via.
  2.  La ricerca personale di ognuno di noi non si svolge in schemi preordinati, ne ovviamente è detto che si arrivi a conclusioni comuni. Questo fattore non è molto ben visto dalle religioni ben strutturate ed organizzate che quindi, sfruttando la naturale pigrizia della maggior parte delle persone, per preconfezionare delle regolette affinché siano dei “buoni religiosi”.
  3. La ricerca potrebbe condurre a conclusioni ben poco religiose e ciò fa paura a molti, meglio quindi non pensare troppo.
  4. La ricerca personale è comunque sinonimo di libertà, ma la parola libertà, benché esaltata e abusata nelle omelie rappresenta in verità un delitto per molti capi religiosi.

Di risposte ce ne sarebbero altre, probabilmente, ma già con questo abbozzo si capisce perché una religione per sopravvivere ha bisogno di imporre tante regole, regolette e balzelli inutili, dalla più piccola prescrizione al più roboante dogma.
Il dogma, per l’appunto, è un postulato da non dover mai mettere in discussione. Solo che i postulati della matematica e della fisica possono sempre essere sconfessati da nuove scoperte dimostrate, mentre i dogmi religiosi non si possono cambiare mai.
Al dogma bisogna credere pena l’espulsione dalla comunità religiosa. Anche al dogma che contraddice le fondamenta stesse della religione. Tant’è.
Il dogma è la pietra tombale della religione, più dell’ateismo o dell’agnosticismo, più delle imperfezioni delle persone, più di tutto.
Il problema vero di tutta questa architettura è che le persone vanno continuamente condizionate, in modo che non creino problemi.
Ecco allora che nascono delle sovrastrutture religiose che minano il senso stesso della religiosità.
Due su tutte: l’esistenza di Dio e la rinuncia alla libertà personale.
Per quanto riguarda l’esistenza di Dio, si propina ai titubanti (molti, a dispetto dei dogmi) che l’esistenza di Dio è filosoficamente dimostrabile (come ai tempi di B. Russell) o è un fatto razionalmente dimostrabile (cosa che si ripete oggi anche con meno argomentazioni).
Si deve tranquillizzare, anestetizzare, normalizzare il tutto ad eventi certi.
Ricordo che l’atto di fede in Dio è una cosa tremendamente irrazionale e priva di una logica apparente, a tal punto che volendo rileggere le sacre scritture, per i cristiani, è sottolineato come la fede è definita “stoltezza” dal “mondo”. Certamente una scelta irrazionale potrebbe anche rivelarsi giusta, ma una cosa è credere in un qualcosa di razionalmente poco probabile una cosa è plagiare i termini e asserire che un qualcosa di irrazionale è matematicamente dimostrato.
Ma le sovrastrutture non si fermano nei luoghi di culto.
Nel caso della rinuncia alla libertà, bisogna sottolineare che, se è vero che i religiosi ritengono dimostrata l’esistenza di Dio, allora non c’è motivo di non creare dei governi teocratici.
Quasi tutte le religioni cercano di imporre la propria visione alla società, attraverso pressioni sui governi e cercando di manipolare le menti degli adepti.
Ma, ci si chiede, come è possibile che la libertà così generosamente concessaci da Dio ci venga poi tolta dai capi religiosi?
Inoltre, ancora per i cristiani, rammento una lunga serie di frasi evangeliche che sono una “diffida” a questo modo di fare:
  •           Tenere diviso l’ambito religioso da quello pubblico (dare a cesare ciò che è di cesare…).
  •            Convertire (far cambiare) gli altri con l’esempio di vita (e non attraverso dei decreti legge).
  •            Diffidare del “mondo” quando tesse le nostre lodi

Eppure oggi i molti cristiani pensano che,grazie ad una legge, tutti righeranno dritti sentendosi di fatto esonerati dalla testimonianza, come lo sono dalla ricerca spirituale.
Ecco perché oggi le grandi (in senso numerico) religioni si presentano come mere espressioni di potere senza alcuna autorevolezza ma con molta saccente e supponente autorità.
Ecco perché oggi le persone che sono propriamente da definire religiose sono viste come delle persone eretiche, mentre la religione è frequentata da soldatini pronti sempre e comunque a seguire le istruzioni (anche perché questo atteggiamento ha i suoi ritorni economici).
Ecco perché le chiese e le religioni istituzionali oggi non hanno nulla da dire al mondo e forse sono secoli che non hanno più nulla da dire al mondo.
Ecco perché non amo i religiosi che vengono a fare operazioni di proselitismo o ci vogliono spiegare come bisogna vivere: ognuno si regoli secondo le proprie credenze, secondo le proprie convinzioni e secondo il proprio percorso, ovviamente non si infrangendo le leggi della società civile.

giovedì 6 settembre 2012

Gracias a la vida


Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato due stelle (occhi), che quando le apro
Distinguo perfettamente il nero dal bianco
E nell'alto del cielo, il suo sfondo stellato
E nella folla, l'uomo che amo

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato l'orecchio che per tutta la sua ampiezza
Registra notte e giorno, grilli e canarini
Martelli, turbine, latrati, temporali
E la voce così tenera del mio tanto amato

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il suono e l'alfabeto
Con esso, le parole che penso e dichiaro
Madre, amico, fratello, e luce che illumina
L'itinerario per l'anima di colui che sto amando

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi
Con loro ho camminato per città e pozzanghere
Spiagge e deserti, montagne e pianure
E la tua casa, la tua strada e il tuo giardino

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il cuore che agita il petto
Quando guardo il frutto del cervello umano
Quando guardo al bene così lontano dal male
Quando guardo profondamente nei tuoi occhi chiari

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto
Così io distinguo la felicità dal rimpianto
I due materiali che formano il mio canto
E la vostra canzone che è il mio stesso canto
E la canzone di tutti che è il mio proprio canto
Grazie alla vita che mi ha dato tanto

(Joan Baez, Gracias a la vida - trad: http://lyricstranslate.com)

venerdì 13 luglio 2012

I bambini della Cambogia e il sonno dei media italiani


Mentre in Italia i giornali danno risalto alle notizie relative all'immancabile Monti che sta salvando (??) la nazione, riportando poi qualche notiziola di cronaca infine delle sensazionali notizie, quali:
- la notizia del falso ictus di Di Pietro
- la candidatura presunta di Berlusca
- gli intrighi della Fico con Balotelli
- le fortune e le sfortune di Mora
Nel frattempo i media indipendenti esteri si stanno seriamente preoccupando di un piccolo quanto pericoloso focolaio di infezione in Cambogia.
Il fatto è che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha, con documento ufficiale, annunciato che in Cambogia, in questo momento c'è un'infezione letale sconosciuta che colpisce bambini.
I bambini contagiati sono stati 71.
I bambini deceduti 64.
I sintomi sono genericamente febbre e, secondo le prime analisi dell'Istituto Pasteur (riportato dalla CNN) sarebbe stato rilevato un "Enterovirus tupo 71" insomma per capirci quello responsabile della malattia nota come mano-piede-bocca.
Sul perché questo virus poi faccia degenerare le funzioni respiratorie dei bambini in modo così grave c'è un fitto mistero.
Di certo c'è preoccupazione, anche a livello internazionale, soprattutto per l'altissima mortalità dei bimbi infettati.
La notizia, oltre alla succitata CNN, è stata ripresa da altri media internazionali quali lo Spiegel  e Al-Jazeera.
In Italia questa notizia la trovate sugli unici canali di libera informazione ovvero i blog.
Grazie a Redpoz e Bortocal oggi sappiamo che se in prima pagina è giusto che vi sia Monti, subito dopo dovremmo inserire altre notizie più interessanti e sulle quali riflettere.
Tenere gli occhi aperti sul mondo non significa sfuggire dalla nostra realtà ma cercare di capire e intervenire con qualsiasi mezzo a disposizione per sostenere chi si trova in difficoltà molto più serie delle nostre.

martedì 26 giugno 2012

I didn't save the world today

Curioso dover scrivere un post da Genova. Curioso che proprio io debba scrivere un post sul volontariato o sedicente tale.
Il fatto è che oggi (ieri) ho avuto un increscioso incontro, qui a Genova, in via S. Vincenzo, con un paio di volontari della Fondazione Patrizio Paoletti.
Insomma mi fermano ad un chioschetto di questa fondazione. Per la verità, visto che ero lì fermo almeno volevo sapere chi erano e cosa facevano. Non sono poi tanto lontani i tempi in cui ero impegnato all'Azione Cattolica e al Centro Sportivo Italiano nei progetti per avviare allo sport anche i ragazzi di strada, per cui conoscere un'altra realtà non mi dispiaceva in linea di principio.
Bene, questi signori (un maschietto e una femminuccia) hanno passato ben 10 minuti di orologio a cercare di convincermi ad aderire alla loro fondazione, senza darmi molte informazioni sulla fondazione se non ciò che era scritto su un depliant. Cose benemerite, per carità, ma la mia curiosità era conoscere la fondazione, insomma sapere tanto per cominciare chi era questo Patrizio Paoletti.
Sulle mie curiosità nessuna risposta a parte qualche generica affermazione sul fatto che la fondazione si occupava del lato "educativo" dell'approccio ai bambini, cosa che, a sentir loro nessun altro sulla terra fa.
Ovviamente non sarebbe difficile dissentire, ma ammetto che magari un aderente ad una realtà del genere si ritenga "unico", corretto o sbagliato che sia è un fattore psicologico che in passato ho osservato tante volte.
Non solo ... "ma ci sarebbe bisogno di tanto altro ancora perché i bambini in queste condizioni nel mondo ce ne sono molti", dopo questa frase avevo capito: la fondazione avrebbe salvato tutti i bambini del mondo!
Ecco perché bisognava dar loro le mie coordinate bancarie per un RID!!! Chiaro, no?
Un inciso che può far capire perché ero così ... perplesso: l'unica associazione che sostengo in maniera più continuativa è MSF e l'ho scelta dopo essermi documentato sul fatto che è una delle migliori (se non la migliore) per quanto riguarda l'efficienza soldi donati/soldi arrivati a chi ne ha bisogno, anche Terre des Hommes è molto efficiente, ma molte ong e certamente tutte le associazioni instituzionali hanno efficienze molto basse, ovvero molti dei soldi delle donazioni servono alla struttura prima che agli assistiti e questo a me non va bene.
Ovviamente non dico che quella fondazione non sia una ong non virtuosa, dico solo che non la conoscevo e che volevo approfondire.
Apriti cielo!

La ragazza chiama il volontario "esperto".
Comincia una pressione (poco convincente, per la verità) sul lato umano: mi venivano mostrate delle foto di bimbi di colore e mi veniva detto che come uomo e come padre non avrei potuto non aiutare i bambini del mondo.
Inoltre l'affermazione folgorante è stata la seguente: "non cerchiamo soldi ma collaboratori, ecco perché questo è il momento per aderire" e dicendo questo mi ha mostrato non un modulo di adesione ma lo stesso RID visto prima.
Gli ho proposto un'offerta una tantum e che ci avrei pensato ma mi han risposto che non accettano soldi (ovviamanete non quelli liquidi: solo domiciliazioni bancarie), apprezzo la trasparenza e l'onestà ma non credo sia il caso di fornire le mie coordinate bancarie ai primi che incontro per strada.
Inoltre mi veniva detto che dovevo (sì, proprio così, dovevo) avere fiducia di loro e che i miei dubbi erano solo un modo per non aiutare i poveri bambini, l'han detto in maniera così convinta che quasi quasi ci credevo anche io!!!

Mi scappava da ridere (o da piangere) ma mi mostravo pensieroso.
Non rispondevano alle mie domande, ripetevano incessantemente le stesse cose e mi chiedevano un atto di fiducia senza lasciarmi riflettere e senza ascoltare le mie perplessità che, evidentemente, per loro erano ininfluenti.
In tanti anni di "onorato servizio", in particolare quando avevo la società del CSI non avevo mai utilizzato questi metodi così poco ortodossi. Vero che ognuno deve tirare acqua al proprio mulino, ma ci sono modi e modi.
Questo modo di fare al paese mio lo chiamano proselitismo: un misto di tentativi puerili di persuasione e di fede cieca nella fondazione che da sola avrebbe salvato il mondo.
Alla fine il sant'uomo del volontario esperto mi ha augurato "quando un giorno ti troverai in difficoltà, ine quel frangente devi trovare persone che alla tua richiesta di aiuto non ti devono aiutare ma ti risponderanno che devono pensarci su".
Questa affermazione finalmente mi dice che la linea di confine era stata superata.
La linea di confine tra volontariato, anche un po' sui generis, un po' pieno di se' e fanatismo. E quello, per me, è fanatismo.
Stavo anche per replicare, ma ne valeva la pena?
Come si fa a replicare ad un salvatore del mondo che se non gli dai i soldi (dal conto, ovvio) ti augura tutto il male possibile?
Non si può replicare alla stupidaggine.
Ma una risata si è sempre liberi di farla. Ed è ciò che ho fatto: mi sono fermato mi sono girato e, andando via mi son fatto una bella risata. Pensavo: povere le persone che hanno a che fare con tipi del genere.
Questi volontari, alla Donna Prassede, possono anche augurarmi ciò che vogliono, la cosa importante è che non si augurino mai di volermi frequentare, dovrei chiedere esilio in un paese più civile come l'Afghanistan per evitarli.
Mi dispiace ma oggi non sono riuscito a salvare il mondo e neppure sono diventato discepolo di un nuovo salvatore dell'umanità.
Chiedo umilmente perdono se il mio cervello vuole ancora ragionare: è un vizio che di questi tempi non va bene.
Il resto dei commenti lo lascio a voi, 4 gatti che anocra mi seguite!!!!

martedì 6 marzo 2012

Interruzione temporanea per sopravvenuti impegni web

Chiedo scusa a quei 4 gatti affezionati (anche io sono affezionato a loro) se non ho scritto nulla negli ultimi tempi ne' scriverò nulla penso per il prossimo mese.
Il fatto è che mi è capitato tra capo e collo un impegno imprevisto al fianco di miei ex concittadini di Torre del Greco.
Sono stato infatti nominato all'unanimità e senza avversari quale addetto stampa e gestore del web site (che poi è un blog) di un comitato di obbligazionisti della compagnia di navigazione Deiulemar, di Torre del Greco.

All'inizio non ci volevo andare, ma ho notato che la situazione è a tratti drammatica.
Si calcola che vi sono 13000 famiglie implicate in questa situazione che di ora in ora è sempre più drammatica, la stima è di 52000 (Torre del Greco conta poco meno di 90000 abitanti) persone che hanno obbligazioni che forse non valgono più nulla e alcune famiglie avevano tutti i risparmi lì.
Se volete, giusto per curiosità personale, seguire la faccenda, il blog che ho creato è:

http://obbligazionistidm.wordpress.com

Ci si risente quando si sono un po' calmate le acque. Nel frattempo sono lì!

domenica 19 febbraio 2012

Gli italiani rinsaviscono?

Il 60% di share è una cifra eccezionale, almeno così dicono. Ma a cosa corrisponde quella cifra?
A 16 milioni di italiani. Sommando al rimanente 40% gli italiani davanti la tv sono stati, nelle ultime serate non più di 26,67 milioni.
Quindi potremmo dire questo, durante Sanremo:
il 30% di italioti guardava il festival
il 20% guardava altro in tv
il 50 %, la metà della nazione, faceva cose più interessanti che guardare la tv.

Gli italiani stanno rinsavendo?
Forse sì.

mercoledì 15 febbraio 2012

Quando la salita si fa dura…



Sto vivendo un momento di transizione, nella mia vita.

Sono i momenti più difficili.

Non sai dove stai andando,
sai dove sei oggi, ma non sai dove sarai domani,
sai dove lavori oggi ma non sai dove lavorerai domani.

Le sensazioni  si sommano,
il vuoto allo stomaco, che ti impedisce anche di mangiare,
una sottile ed indefinibile angoscia che attanaglia la mente proprio quando ti serve lucidità,
le gambe che non reggono il tuo corpo appesantito dai pensieri.

Sai dove vuoi arrivare,
ma non sai se e come ci arriverai,
e soprattutto non sai per quale percorso,
sai però che molti percorsi nascondono insidie e sacrifici,
la lontananza da chi ami, il sacrificio più grande
non offrire quanto desideri, la più grande insidia.

Ci si sente come un veliero in una tempesta notturna,
se ti guardi attorno non sai dove andare,
ti devi fidare della bussola per non perdere la direzione
e del coraggio ad affrontare le onde per non lasciarti andare al naufragio;
solo così hai qualche speranza di uscirne,
solo così puoi proteggere le persone che ti sono care.

I ricordi si rimescolano: come si è arrivati a ciò?
analisi del vissuto e giudizi si sprecano,
ma forse non è giusto, ora, giudicarsi,
forse adesso bisogna solo cercare di superare gli ostacoli,
seguire il proprio progetto, qualunque sia la situazione.

Allora forza, che sarà mai?
Sfidare le avversità non è forse nell’indole dell’uomo?
E non è vero che senza problemi, manca il sale della vita?
E non è forse vero che la vita è sempre un’incertezza?
Vivere l’incertezza presente significa  vivere la vita per quella che è.

Basta non spaventarsi.