E' da un po' che cerco dati sugli effetti degli incidenti nucleari nel ciclo alimentare. Il fatto è che molte agenzie sanitarie nazionali forniscono dati contrastanti sui rilievi di elementi radioattivi negli alimenti, ultimo il mimistero della sanità giapponese che parla di radioattività "dispersa" nel mare a seguito di Fukushima.
In un blog del 14 settembre 2011 ponevo il problema della contaminazione del ciclo alimentare.
La domanda era banale: come è possibile che si ammettano dei livelli di radioattività elevati sul suolo e nel mare e non si trovino invece tracce di radioattività negli animali, a parte quelli entro 10 km dalle centrali?
Devo dire che le ricerche su internet sono durate più di un anno, ma mi sono letteralmente sconfortato dai dati poco attendibili delle agenzie governative.
L'unica voce un po' fuori dal coro rassicurante delle agenzie governative era il Sivemp (sindacato veterinari) che in un articolo del 2010 riportava alla ribalta il problema della rilevazione nei cinghiali di elevati valori di radioattività, ma la notizia non era riferita neppure al caso italiano ma ad analisi che avevano eseguito in Germania. Ovviamente qualche anno fa tale notizia non è stata divulgata, anche per l'avvicinarsi del referendum. Ma di dati non se ne trovavano.
Adesso il Corriere e il Fatto Quotidiano riportano i risultati di analisi svolte sulla selvaggina in uno screening agli animali a causa di altre patologie, i risultati sono stati sconcertanti.
I livelli di radionuclidi sono elevati, come logica vuole: la radioattività resta nel ciclo alimentare per anni, come ebbi modo di scrivere nel 2011, inoltre ripetere il consumo di alimenti contaminati mette a rischio la nostra stessa vita a causa di insorgenza di malattie tumorali.
E, a causa dell'esportazione degli alimenti, ci si potrebbe contaminare a causa di Fukushima o Chernobyl anche se si vive in Africa, basta acquistare dei costosi cinghiali selvaggi uccisi in Piemonte.
Come si può capire la questione è davvero complicata e per questo è opportuno che si comincino a campionare seriamente gli alimenti: capire come la radioattività interferisce con il ciclo alimentare può esserci d'aiuto per prevenire letali effetti sulla nostra salute.
Visualizzazione post con etichetta Società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Società. Mostra tutti i post
venerdì 8 marzo 2013
martedì 19 febbraio 2013
Tutti contro Grillo: sarà un caso?
| dal sito "Giornalettismo.com" |
"non vuole domande" tuonava Bersani,
"é un pericolo per la democrazia" replicava Berlusca,
per "u' professore", invece Grillo vorrebbe portare l'Italia alle stesse condizioni della Grecia.
Che Berlusca sia uno strenuo difensore della democrazia è già di per se una cavolata immane visto cosa il cavaliere pensava e pensa della Costituzione e cosa ha fatto fare alla Lega per bloccare, cosa assolutamente incostituzionale, il movimento di lavoratori dal sud al nord nelle pubbliche amministrazioni vogliamo forse ricordare, tra le altre cose, gli esempi di alta democrazia del cavaliere come la mirabolante ricostruzione in Abruzzo, o l'inserimento nelle istituzioni (a garanzia della democrazia, ovvio) di fameliche veline nonché avvenenti "igieniste" e ci fermiamo qui solo per decenza. Curioso che proprio lui si preoccupi della democrazia, forse voleva dire che la telecrazia è in pericolo. Per quest'ultima cosa ha ragione.
Bersani, poi, dovrebbe chiarire quale politico attuale risponde a domande serie. I vari salotti del cavolo in tv servono solo ad incensare i politici ma di domande scomode neppure l'ombra. Immaginamo bene quali domande faziose si preparerebbe un vespolone per mettere in cattiva luce il leader del M5S o di come le tv possano deformare anche le singole frasi di un'intervista, tanto la maggiornaza degli italioti non andrà mai a guardarsi un'intervista, troppo impegnata con il calcio e domenica in o simili. Quindi la scelta di Grillo a mio parere è corretta, mentre Bersani che usa la tv per fare comizi più che per presentare programmi farebbe meglio a stare zitto.
E che dire di Monti? Il mio pensiero sul professore l'ho già espresso nel post "Addio, Monti": candidato per frenare l'emorragia di consensi al M5S, adesso Monti ha paura di non farcela e noi glielo auguriamo: ci ha fatto già dissanguare abbastanza senza prendere provvedimenti seri per far ripartire l'economia italiana, non solo: la stessa campagna elettorale che sta portando avanti non è proprio un esempio di lungimiranza economica: continua a parlare di tasse ma non di monopoli, tasse e liberalizzazione dell'economia, al pari dei suoi illustri compari.
Non mi pare che da questo trittico possa nascere nulla di buono e comunque hanno già dimostrato in passato i danni che sono capaci di provocare al paese, perché votarli ancora?
L'unica speranza è che gli italiani smettano di chiudere gli occhi e turarsi il naso e che decidano una volta per tutte di togliersi queti tizi dai piedi, sarebbe già una grande vittoria!!!!
domenica 20 gennaio 2013
Addio, Monti, ...
Chi di noi non ricorda queste bellissime parole di manzoniana memoria, scolpite nel romanzo più letto dagli italiani (perché imposto a scuola)?
Parole, queste che rimbombano alla vigilia di una campagna elettorale nella quale speriamo di fare piazza pulita di cavalieri, professori, saltimbanchi e pagliacci vari che la seconda repubblica ha sfornato senza limitarsi nel gusto e nel decoro.
Il "professore" è evidentemente una nuova trovata dei partiti tradizionali per limitare l'onda d'urto della cosiddetta antipolitica.
Questi pagliacci e questi saltimbanchi sono guidati da un cavaliere che evidentemente spende molti soldi in sondaggi, e cosa dicono i sondaggi? Dicono che con questo trend il Movimento 5 Stelle da qui ad un anno avrebbe la maggiornaza dei voti degli italiani, che oramai sono tutti degli "antipolitici".
Ecco allora la soporifera quanto indecente farsa dello stesso cavaliere che attacca il professore e fa cadere il governo, con l'onnipresente inutile ed evanescente presenza del segretario del partito di sinistra, che non riesce a capire perché è lì.
In buona compagnia, il professore, dunque, per un'operazione politica che sa tanto di ennesima rettoscopia per gli elettori nonché cittadini italiani, con l'obiettivo prefissato di ridurre l'emorragia di voti da destra al movimento di Grillo, ecco che si spiegano alcune "posizioni" quali i limiti da imporre ai gay: è il tipo di elettorato a cui mira che impone questi Monti-pensieri.
Che Monti non sia nulla di nuovo nel panorama politico italiano è dimostrato dal suo curriculum e dal suo operato.
Fama da liberista, cresciuto negli stessi ambienti politici che hanno condotto l'Italia al tracollo, non ha fatto un solo atto, nel suo governo, che potesse dispiacere all'establishment.
Riguardo la crisi ci si aspettava, sì, un aumento delle tasse, ma anche un maggiore liberalizzazione dell'economia italiana, una forte limitazione dei monopoli di diverse aziende in modo da muovere l'imbalsamata economia nazionale, creare concorrenza e nuovi indotti. Nulla di tutto ciò, Monti si è limitato a dissanguaci e a proteggere le amiche banche dai venti di crisi, fa nulla che poi le banche non siano capaci a far ripartire l'economia.
La liberalizzazione dell'economia era attesa anche sul fronte lavoro, in relazione a possibili benefici effetti sull'occupazione, ovviamente gli italiani dovranno ancora aspettare (o meglio sperare nel miracolo). Su questo fronte, Monti non ha trovato nulla di meglio da fare che applicare una salda politica di riduzione e limitazione dei salari per tutti quasi tutti i cittadini, indovinate chi ne è escluso (vitalizi, stipendi da favola, pensioni d'oro ecc.)? Questi ultimi sono i "cittadini più uguali degli altri" per dirla con Orwell.
Dal punto di vista dell'ammodernamento degli apparati dello Stato, di leggi più restrittive per i disonesti e la radiazione degli stessi dai compiti pubblici, è semplicemente non pervenuto.
Ecco, allora perché votare Monti? Per evitare le escort varie e farsi prendere per i fondelli dallo stesso premier, riguardo la monotonia del posto fisso (perché lui non si è mai dimesso dal ruolo di docente universitario, notoriamente uno dei ruoli più monotoni e noiosi mai esistiti), o dal suo fighetto ministro, Martone, riguardo gli sfigatelli fuori corso? Non erano tanto diverse, queste parole dagli sbeffeggi della lega (i mitici bamboccioni, ricordate?).
Insomma non solo questa classe politica inetta, incapace, rapace e truffaldina sta depredando la nostra nazione, ma si prende anche il lusso di sbeffeggiare i cittadini che dovrebbe rappresentare.
In cosa differisce allora Monti dagli altri? Solo dall'immagine che da'. Null'altro.
Troppo poco per votarlo, ora che il paese è ad un bivio.
Troppo poco per sperare in lui: non cambierà nulla.
Allora, auguriamoci, insieme ad Alessandro Manzoni che Monti faccia fiasco e che noi possiamo salutarlo così, all'atto di consegna del mandato al nuovo governo: "Addio, Monti ..."
Parole, queste che rimbombano alla vigilia di una campagna elettorale nella quale speriamo di fare piazza pulita di cavalieri, professori, saltimbanchi e pagliacci vari che la seconda repubblica ha sfornato senza limitarsi nel gusto e nel decoro.
Il "professore" è evidentemente una nuova trovata dei partiti tradizionali per limitare l'onda d'urto della cosiddetta antipolitica.
Questi pagliacci e questi saltimbanchi sono guidati da un cavaliere che evidentemente spende molti soldi in sondaggi, e cosa dicono i sondaggi? Dicono che con questo trend il Movimento 5 Stelle da qui ad un anno avrebbe la maggiornaza dei voti degli italiani, che oramai sono tutti degli "antipolitici".
Ecco allora la soporifera quanto indecente farsa dello stesso cavaliere che attacca il professore e fa cadere il governo, con l'onnipresente inutile ed evanescente presenza del segretario del partito di sinistra, che non riesce a capire perché è lì.
In buona compagnia, il professore, dunque, per un'operazione politica che sa tanto di ennesima rettoscopia per gli elettori nonché cittadini italiani, con l'obiettivo prefissato di ridurre l'emorragia di voti da destra al movimento di Grillo, ecco che si spiegano alcune "posizioni" quali i limiti da imporre ai gay: è il tipo di elettorato a cui mira che impone questi Monti-pensieri.
Che Monti non sia nulla di nuovo nel panorama politico italiano è dimostrato dal suo curriculum e dal suo operato.
Fama da liberista, cresciuto negli stessi ambienti politici che hanno condotto l'Italia al tracollo, non ha fatto un solo atto, nel suo governo, che potesse dispiacere all'establishment.
Riguardo la crisi ci si aspettava, sì, un aumento delle tasse, ma anche un maggiore liberalizzazione dell'economia italiana, una forte limitazione dei monopoli di diverse aziende in modo da muovere l'imbalsamata economia nazionale, creare concorrenza e nuovi indotti. Nulla di tutto ciò, Monti si è limitato a dissanguaci e a proteggere le amiche banche dai venti di crisi, fa nulla che poi le banche non siano capaci a far ripartire l'economia.
La liberalizzazione dell'economia era attesa anche sul fronte lavoro, in relazione a possibili benefici effetti sull'occupazione, ovviamente gli italiani dovranno ancora aspettare (o meglio sperare nel miracolo). Su questo fronte, Monti non ha trovato nulla di meglio da fare che applicare una salda politica di riduzione e limitazione dei salari per tutti quasi tutti i cittadini, indovinate chi ne è escluso (vitalizi, stipendi da favola, pensioni d'oro ecc.)? Questi ultimi sono i "cittadini più uguali degli altri" per dirla con Orwell.
Dal punto di vista dell'ammodernamento degli apparati dello Stato, di leggi più restrittive per i disonesti e la radiazione degli stessi dai compiti pubblici, è semplicemente non pervenuto.
Ecco, allora perché votare Monti? Per evitare le escort varie e farsi prendere per i fondelli dallo stesso premier, riguardo la monotonia del posto fisso (perché lui non si è mai dimesso dal ruolo di docente universitario, notoriamente uno dei ruoli più monotoni e noiosi mai esistiti), o dal suo fighetto ministro, Martone, riguardo gli sfigatelli fuori corso? Non erano tanto diverse, queste parole dagli sbeffeggi della lega (i mitici bamboccioni, ricordate?).
Insomma non solo questa classe politica inetta, incapace, rapace e truffaldina sta depredando la nostra nazione, ma si prende anche il lusso di sbeffeggiare i cittadini che dovrebbe rappresentare.
In cosa differisce allora Monti dagli altri? Solo dall'immagine che da'. Null'altro.
Troppo poco per votarlo, ora che il paese è ad un bivio.
Troppo poco per sperare in lui: non cambierà nulla.
Allora, auguriamoci, insieme ad Alessandro Manzoni che Monti faccia fiasco e che noi possiamo salutarlo così, all'atto di consegna del mandato al nuovo governo: "Addio, Monti ..."
Una lacrima sul viso ....
Un commento rapido alla notizia del prefetto dell'Aquila.
Anche io piangerò lacrime (di gioia) quando avremo spazzato via questi politici e tutte le persone del cavolo che sono piazzate ai vertici dello Stato.
Spero che non gli resti altro da fare che andare a zappare la terra.
Anche io piangerò lacrime (di gioia) quando avremo spazzato via questi politici e tutte le persone del cavolo che sono piazzate ai vertici dello Stato.
Spero che non gli resti altro da fare che andare a zappare la terra.
sabato 12 gennaio 2013
I Campi flegrei sotto osservazione
Campi flegrei sotto osservazione: il suolo sta lentamente innalzandosi, i valori, seppur piccoli, sono però significativi e impongono lo stato d'attenzione.
Ecco il bollettino dell'istituto di geologia e vulcanologia :
http://www.ov.ingv.it/ov/bollettini-campi-flegrei/Bollettino_Flegrei_2013_01_08.pdf
Poichè gli esperti ritengono che esista un'unica camera magmatica tra la zona flegrea e il Vesuvio, è possibile, anzi probabile che nei prossimi mesi sarà messo sotto osservazione più stretta anche lo stesso vulcano.
Ecco il bollettino dell'istituto di geologia e vulcanologia :
http://www.ov.ingv.it/ov/bollettini-campi-flegrei/Bollettino_Flegrei_2013_01_08.pdf
Poichè gli esperti ritengono che esista un'unica camera magmatica tra la zona flegrea e il Vesuvio, è possibile, anzi probabile che nei prossimi mesi sarà messo sotto osservazione più stretta anche lo stesso vulcano.
domenica 23 dicembre 2012
Violenze sulle donne? Colpa delle donne!
Dopo anni di impegno sociale, ho scoperto dall'ameno sito Pontifex, che le donne sono le colpevoli (al 50%) degli stupri su loro stesse. Insomma se mi va di stuprare qualcuna so già che, come dicono le assicurazioni, c'è concorso di colpa. Comodo, no?
Non amo fare polemiche via web, ma credo sia quantomeno opportuno mettere dei puntini sulle i riguardo gli articoli sempre più aggressivi del sito Pontifex, in questo caso parliamo di violenze sulle donne, articolo a firma di un certo Bruno Volpe.
Non sto qui ad elencare tutte le imprecisioni dell'articolo, mi limiterò a dire perché un articolo del genere è un indice chiaro di quanto il limite tra religione e fanatismo spesso sia impercettibile.
Cominciamo con il senso del post: le violenze sulle donne sono inaccettabili ma le responsabilità sono da dividere da uomini e donne stesse.
Il sig. Volpe apre con un preambolo davvero carino: "Notoriamente, l'aborto lo decide la donna in combutta col marito e sono molti di più dei cosiddetti femminicidi", quindi verrebbe da dire, se le buscate ne avete preso sempre meno rispetto a quanto fatto.
In relazione alle violenze sul coniuge in caso di un rapporto in crisi (ma negli altri casi? Quando le violenze non nascono da separazioni o divorzi? Boh, per l'autore non esistono altri casi) la colpa è, manco a dirlo, delle donne, e per dirlo il sig. Volpe fa un bel volo pindarico, prima, come se lui non condividesse la cosa, parla di "certa stampa fanatica" che attribuisce il ricorso alla violenza al fatto che l'uomo non accetterebbe la separazione, poi dice testualmente "In alcuni casi, questa diagnosi può anche essere vera", ovvero lui la ritiene giusta, infine chiosa: " Domandiamoci. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti e che il cervello sia partito? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell'arroganza, ... ... si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti."
Poi una serie di buoni motivi per far finire il matrimonio "a ramengo": "Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici e da portare in lavanderia, eccetera...", per cui non c'è da sorprendersi della successiva frase: "Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto , spesso le responsabilità sono condivise" e gentilmente spezza una lancia per i delitti, specificando, in rigorose parentesi tonde ed in maiuscolo: "(FORMA DI VIOLENZA DA CONDANNARE E PUNIRE CON FERMEZZA)", grazie, che carino!
Volpino conclude con la solita sfilza di accuse ai vestiti femminili rei di provocare gli stupri, che pur essendo attuati da mascalzoni "(lo ribadiamo: roba da mascalzoni)" hanno però un, diciamo così, mandante: la persona stuprata "facciano un sano esame di coscienza: "forse questo ce lo siamo cercate anche noi"", si sa di fronte a "donne libertine" gli uomini "talvolta esagerano".
Volendo esprimere seriamente un parere sull'articolo, è facile concludere che questo articolo di Pontifex non ha ne' capo ne' coda (e mi sono trattenuto per non scendere nell'osceno).
Primo: la violenza sulle donne non è un reato da condannare o roba da mascalzoni. Il reato sulle donne è un crimine orrendo contro la persona, il rispetto alla persona è sacro: se l'uomo e la donna sono immagine di Dio, usare violenza contro un'altra persona è l'atto più grave e ingiustificabile che possa esistere.
Secondo: giustificare la violenza sulle donne semplicemente perché non vogliono stare più con un uomo, presuppone un concetto della morale matrimoniale che prevede un "diritto di possesso" da parte dell'uomo sulla donna.
Dire che le responsabilità sono condivise sul delitto significa dire che una donna sposata, secondo Pontifex, è una schiava e un uomo sposato reagisce così perché ha dei diritti sulla vita del coniuge. Questo concetto è profondamente anticristiano e a dir poco satanico: l'uomo e la donna sono liberi sempre e comunque, pensare di utilizzare un sacramento per "ingabbiare" qualcuno è a dir poco diabolico.
La libertà dell'uomo e della donna, piaccia o no a Pontifex, ce l'ha donata Dio, e non può essere tolta dalle strampalate idee di un Pontifex qualsiasi.
Terzo: forse viviamo in un'altra nazione ma io non ho visto in giro nelle case bambini abbandonati a se stessi o case sporche o cibo da fast food se non nella testa di qualche suocera inviperita con la nuora. Pontifex descrive la realtà del Brasile, forse, o delle Filippine, paesi cattolici notoriamente o a stragrande maggioranza cattolica, come non mi sembra di vedere "donne libertine" che scorazzano in città, magari se le conosce Pontifex me lo indica così le contatto per un appuntament....ZZZZACCCCKK..., scusate mia moglie mi sta tagliando le cosce!!!!
A conclusione mi verrebbe da dire che se qualcuno viene a dirmi che Pontifex è un sito cattolico, allora credo di aver sbagliato religione o forse dovrei fare l'ateo, ma poiché credo che questo sia un sito fortemente equivoco e non ancorato al Vangelo, allora ritengo di essere ancora cristiano.
giovedì 6 settembre 2012
Gracias a la vida
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato due stelle (occhi), che quando le apro
Distinguo perfettamente il nero dal bianco
E nell'alto del cielo, il suo sfondo stellato
E nella folla, l'uomo che amo
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato l'orecchio che per tutta la sua ampiezza
Registra notte e giorno, grilli e canarini
Martelli, turbine, latrati, temporali
E la voce così tenera del mio tanto amato
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il suono e l'alfabeto
Con esso, le parole che penso e dichiaro
Madre, amico, fratello, e luce che illumina
L'itinerario per l'anima di colui che sto amando
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato la marcia dei miei piedi stanchi
Con loro ho camminato per città e pozzanghere
Spiagge e deserti, montagne e pianure
E la tua casa, la tua strada e il tuo giardino
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il cuore che agita il petto
Quando guardo il frutto del cervello umano
Quando guardo al bene così lontano dal male
Quando guardo profondamente nei tuoi occhi chiari
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
Mi ha dato il riso e mi ha dato il pianto
Così io distinguo la felicità dal rimpianto
I due materiali che formano il mio canto
E la vostra canzone che è il mio stesso canto
E la canzone di tutti che è il mio proprio canto
Grazie alla vita che mi ha dato tanto
(Joan Baez, Gracias a la vida - trad: http://lyricstranslate.com)
venerdì 13 luglio 2012
I bambini della Cambogia e il sonno dei media italiani
Mentre in Italia i giornali danno risalto alle notizie relative all'immancabile Monti che sta salvando (??) la nazione, riportando poi qualche notiziola di cronaca infine delle sensazionali notizie, quali:
- la notizia del falso ictus di Di Pietro
- la candidatura presunta di Berlusca
- gli intrighi della Fico con Balotelli
- le fortune e le sfortune di Mora
Nel frattempo i media indipendenti esteri si stanno seriamente preoccupando di un piccolo quanto pericoloso focolaio di infezione in Cambogia.
Il fatto è che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha, con documento ufficiale, annunciato che in Cambogia, in questo momento c'è un'infezione letale sconosciuta che colpisce bambini.
I bambini contagiati sono stati 71.
I bambini deceduti 64.
I sintomi sono genericamente febbre e, secondo le prime analisi dell'Istituto Pasteur (riportato dalla CNN) sarebbe stato rilevato un "Enterovirus tupo 71" insomma per capirci quello responsabile della malattia nota come mano-piede-bocca.
Sul perché questo virus poi faccia degenerare le funzioni respiratorie dei bambini in modo così grave c'è un fitto mistero.
Di certo c'è preoccupazione, anche a livello internazionale, soprattutto per l'altissima mortalità dei bimbi infettati.
La notizia, oltre alla succitata CNN, è stata ripresa da altri media internazionali quali lo Spiegel e Al-Jazeera.
In Italia questa notizia la trovate sugli unici canali di libera informazione ovvero i blog.
Grazie a Redpoz e Bortocal oggi sappiamo che se in prima pagina è giusto che vi sia Monti, subito dopo dovremmo inserire altre notizie più interessanti e sulle quali riflettere.
Tenere gli occhi aperti sul mondo non significa sfuggire dalla nostra realtà ma cercare di capire e intervenire con qualsiasi mezzo a disposizione per sostenere chi si trova in difficoltà molto più serie delle nostre.
martedì 26 giugno 2012
I didn't save the world today
Curioso dover scrivere un post da Genova. Curioso che proprio io debba scrivere un post sul volontariato o sedicente tale.
Il fatto è che oggi (ieri) ho avuto un increscioso incontro, qui a Genova, in via S. Vincenzo, con un paio di volontari della Fondazione Patrizio Paoletti.
Insomma mi fermano ad un chioschetto di questa fondazione. Per la verità, visto che ero lì fermo almeno volevo sapere chi erano e cosa facevano. Non sono poi tanto lontani i tempi in cui ero impegnato all'Azione Cattolica e al Centro Sportivo Italiano nei progetti per avviare allo sport anche i ragazzi di strada, per cui conoscere un'altra realtà non mi dispiaceva in linea di principio.
Bene, questi signori (un maschietto e una femminuccia) hanno passato ben 10 minuti di orologio a cercare di convincermi ad aderire alla loro fondazione, senza darmi molte informazioni sulla fondazione se non ciò che era scritto su un depliant. Cose benemerite, per carità, ma la mia curiosità era conoscere la fondazione, insomma sapere tanto per cominciare chi era questo Patrizio Paoletti.
Sulle mie curiosità nessuna risposta a parte qualche generica affermazione sul fatto che la fondazione si occupava del lato "educativo" dell'approccio ai bambini, cosa che, a sentir loro nessun altro sulla terra fa.
Ovviamente non sarebbe difficile dissentire, ma ammetto che magari un aderente ad una realtà del genere si ritenga "unico", corretto o sbagliato che sia è un fattore psicologico che in passato ho osservato tante volte.
Non solo ... "ma ci sarebbe bisogno di tanto altro ancora perché i bambini in queste condizioni nel mondo ce ne sono molti", dopo questa frase avevo capito: la fondazione avrebbe salvato tutti i bambini del mondo!
Ecco perché bisognava dar loro le mie coordinate bancarie per un RID!!! Chiaro, no?
Un inciso che può far capire perché ero così ... perplesso: l'unica associazione che sostengo in maniera più continuativa è MSF e l'ho scelta dopo essermi documentato sul fatto che è una delle migliori (se non la migliore) per quanto riguarda l'efficienza soldi donati/soldi arrivati a chi ne ha bisogno, anche Terre des Hommes è molto efficiente, ma molte ong e certamente tutte le associazioni instituzionali hanno efficienze molto basse, ovvero molti dei soldi delle donazioni servono alla struttura prima che agli assistiti e questo a me non va bene.
Ovviamente non dico che quella fondazione non sia una ong non virtuosa, dico solo che non la conoscevo e che volevo approfondire.
Apriti cielo!
La ragazza chiama il volontario "esperto".
Comincia una pressione (poco convincente, per la verità) sul lato umano: mi venivano mostrate delle foto di bimbi di colore e mi veniva detto che come uomo e come padre non avrei potuto non aiutare i bambini del mondo.
Inoltre l'affermazione folgorante è stata la seguente: "non cerchiamo soldi ma collaboratori, ecco perché questo è il momento per aderire" e dicendo questo mi ha mostrato non un modulo di adesione ma lo stesso RID visto prima.
Gli ho proposto un'offerta una tantum e che ci avrei pensato ma mi han risposto che non accettano soldi (ovviamanete non quelli liquidi: solo domiciliazioni bancarie), apprezzo la trasparenza e l'onestà ma non credo sia il caso di fornire le mie coordinate bancarie ai primi che incontro per strada.
Inoltre mi veniva detto che dovevo (sì, proprio così, dovevo) avere fiducia di loro e che i miei dubbi erano solo un modo per non aiutare i poveri bambini, l'han detto in maniera così convinta che quasi quasi ci credevo anche io!!!
Mi scappava da ridere (o da piangere) ma mi mostravo pensieroso.
Non rispondevano alle mie domande, ripetevano incessantemente le stesse cose e mi chiedevano un atto di fiducia senza lasciarmi riflettere e senza ascoltare le mie perplessità che, evidentemente, per loro erano ininfluenti.
In tanti anni di "onorato servizio", in particolare quando avevo la società del CSI non avevo mai utilizzato questi metodi così poco ortodossi. Vero che ognuno deve tirare acqua al proprio mulino, ma ci sono modi e modi.
Questo modo di fare al paese mio lo chiamano proselitismo: un misto di tentativi puerili di persuasione e di fede cieca nella fondazione che da sola avrebbe salvato il mondo.
Alla fine il sant'uomo del volontario esperto mi ha augurato "quando un giorno ti troverai in difficoltà, ine quel frangente devi trovare persone che alla tua richiesta di aiuto non ti devono aiutare ma ti risponderanno che devono pensarci su".
Questa affermazione finalmente mi dice che la linea di confine era stata superata.
La linea di confine tra volontariato, anche un po' sui generis, un po' pieno di se' e fanatismo. E quello, per me, è fanatismo.
Stavo anche per replicare, ma ne valeva la pena?
Come si fa a replicare ad un salvatore del mondo che se non gli dai i soldi (dal conto, ovvio) ti augura tutto il male possibile?
Non si può replicare alla stupidaggine.
Ma una risata si è sempre liberi di farla. Ed è ciò che ho fatto: mi sono fermato mi sono girato e, andando via mi son fatto una bella risata. Pensavo: povere le persone che hanno a che fare con tipi del genere.
Questi volontari, alla Donna Prassede, possono anche augurarmi ciò che vogliono, la cosa importante è che non si augurino mai di volermi frequentare, dovrei chiedere esilio in un paese più civile come l'Afghanistan per evitarli.
Mi dispiace ma oggi non sono riuscito a salvare il mondo e neppure sono diventato discepolo di un nuovo salvatore dell'umanità.
Chiedo umilmente perdono se il mio cervello vuole ancora ragionare: è un vizio che di questi tempi non va bene.
Il resto dei commenti lo lascio a voi, 4 gatti che anocra mi seguite!!!!
Il fatto è che oggi (ieri) ho avuto un increscioso incontro, qui a Genova, in via S. Vincenzo, con un paio di volontari della Fondazione Patrizio Paoletti.
Insomma mi fermano ad un chioschetto di questa fondazione. Per la verità, visto che ero lì fermo almeno volevo sapere chi erano e cosa facevano. Non sono poi tanto lontani i tempi in cui ero impegnato all'Azione Cattolica e al Centro Sportivo Italiano nei progetti per avviare allo sport anche i ragazzi di strada, per cui conoscere un'altra realtà non mi dispiaceva in linea di principio.
Bene, questi signori (un maschietto e una femminuccia) hanno passato ben 10 minuti di orologio a cercare di convincermi ad aderire alla loro fondazione, senza darmi molte informazioni sulla fondazione se non ciò che era scritto su un depliant. Cose benemerite, per carità, ma la mia curiosità era conoscere la fondazione, insomma sapere tanto per cominciare chi era questo Patrizio Paoletti.
Sulle mie curiosità nessuna risposta a parte qualche generica affermazione sul fatto che la fondazione si occupava del lato "educativo" dell'approccio ai bambini, cosa che, a sentir loro nessun altro sulla terra fa.
Ovviamente non sarebbe difficile dissentire, ma ammetto che magari un aderente ad una realtà del genere si ritenga "unico", corretto o sbagliato che sia è un fattore psicologico che in passato ho osservato tante volte.
Non solo ... "ma ci sarebbe bisogno di tanto altro ancora perché i bambini in queste condizioni nel mondo ce ne sono molti", dopo questa frase avevo capito: la fondazione avrebbe salvato tutti i bambini del mondo!
Ecco perché bisognava dar loro le mie coordinate bancarie per un RID!!! Chiaro, no?
Un inciso che può far capire perché ero così ... perplesso: l'unica associazione che sostengo in maniera più continuativa è MSF e l'ho scelta dopo essermi documentato sul fatto che è una delle migliori (se non la migliore) per quanto riguarda l'efficienza soldi donati/soldi arrivati a chi ne ha bisogno, anche Terre des Hommes è molto efficiente, ma molte ong e certamente tutte le associazioni instituzionali hanno efficienze molto basse, ovvero molti dei soldi delle donazioni servono alla struttura prima che agli assistiti e questo a me non va bene.
Ovviamente non dico che quella fondazione non sia una ong non virtuosa, dico solo che non la conoscevo e che volevo approfondire.
Apriti cielo!
La ragazza chiama il volontario "esperto".
Comincia una pressione (poco convincente, per la verità) sul lato umano: mi venivano mostrate delle foto di bimbi di colore e mi veniva detto che come uomo e come padre non avrei potuto non aiutare i bambini del mondo.
Inoltre l'affermazione folgorante è stata la seguente: "non cerchiamo soldi ma collaboratori, ecco perché questo è il momento per aderire" e dicendo questo mi ha mostrato non un modulo di adesione ma lo stesso RID visto prima.
Gli ho proposto un'offerta una tantum e che ci avrei pensato ma mi han risposto che non accettano soldi (ovviamanete non quelli liquidi: solo domiciliazioni bancarie), apprezzo la trasparenza e l'onestà ma non credo sia il caso di fornire le mie coordinate bancarie ai primi che incontro per strada.
Inoltre mi veniva detto che dovevo (sì, proprio così, dovevo) avere fiducia di loro e che i miei dubbi erano solo un modo per non aiutare i poveri bambini, l'han detto in maniera così convinta che quasi quasi ci credevo anche io!!!
Mi scappava da ridere (o da piangere) ma mi mostravo pensieroso.
Non rispondevano alle mie domande, ripetevano incessantemente le stesse cose e mi chiedevano un atto di fiducia senza lasciarmi riflettere e senza ascoltare le mie perplessità che, evidentemente, per loro erano ininfluenti.
In tanti anni di "onorato servizio", in particolare quando avevo la società del CSI non avevo mai utilizzato questi metodi così poco ortodossi. Vero che ognuno deve tirare acqua al proprio mulino, ma ci sono modi e modi.
Questo modo di fare al paese mio lo chiamano proselitismo: un misto di tentativi puerili di persuasione e di fede cieca nella fondazione che da sola avrebbe salvato il mondo.
Alla fine il sant'uomo del volontario esperto mi ha augurato "quando un giorno ti troverai in difficoltà, ine quel frangente devi trovare persone che alla tua richiesta di aiuto non ti devono aiutare ma ti risponderanno che devono pensarci su".
Questa affermazione finalmente mi dice che la linea di confine era stata superata.
La linea di confine tra volontariato, anche un po' sui generis, un po' pieno di se' e fanatismo. E quello, per me, è fanatismo.
Stavo anche per replicare, ma ne valeva la pena?
Come si fa a replicare ad un salvatore del mondo che se non gli dai i soldi (dal conto, ovvio) ti augura tutto il male possibile?
Non si può replicare alla stupidaggine.
Ma una risata si è sempre liberi di farla. Ed è ciò che ho fatto: mi sono fermato mi sono girato e, andando via mi son fatto una bella risata. Pensavo: povere le persone che hanno a che fare con tipi del genere.
Questi volontari, alla Donna Prassede, possono anche augurarmi ciò che vogliono, la cosa importante è che non si augurino mai di volermi frequentare, dovrei chiedere esilio in un paese più civile come l'Afghanistan per evitarli.
Mi dispiace ma oggi non sono riuscito a salvare il mondo e neppure sono diventato discepolo di un nuovo salvatore dell'umanità.
Chiedo umilmente perdono se il mio cervello vuole ancora ragionare: è un vizio che di questi tempi non va bene.
Il resto dei commenti lo lascio a voi, 4 gatti che anocra mi seguite!!!!
martedì 6 marzo 2012
Interruzione temporanea per sopravvenuti impegni web
Chiedo scusa a quei 4 gatti affezionati (anche io sono affezionato a loro) se non ho scritto nulla negli ultimi tempi ne' scriverò nulla penso per il prossimo mese.
Il fatto è che mi è capitato tra capo e collo un impegno imprevisto al fianco di miei ex concittadini di Torre del Greco.
Sono stato infatti nominato all'unanimità e senza avversari quale addetto stampa e gestore del web site (che poi è un blog) di un comitato di obbligazionisti della compagnia di navigazione Deiulemar, di Torre del Greco.
All'inizio non ci volevo andare, ma ho notato che la situazione è a tratti drammatica.
Si calcola che vi sono 13000 famiglie implicate in questa situazione che di ora in ora è sempre più drammatica, la stima è di 52000 (Torre del Greco conta poco meno di 90000 abitanti) persone che hanno obbligazioni che forse non valgono più nulla e alcune famiglie avevano tutti i risparmi lì.
Se volete, giusto per curiosità personale, seguire la faccenda, il blog che ho creato è:
http://obbligazionistidm.wordpress.com
Ci si risente quando si sono un po' calmate le acque. Nel frattempo sono lì!
Il fatto è che mi è capitato tra capo e collo un impegno imprevisto al fianco di miei ex concittadini di Torre del Greco.
Sono stato infatti nominato all'unanimità e senza avversari quale addetto stampa e gestore del web site (che poi è un blog) di un comitato di obbligazionisti della compagnia di navigazione Deiulemar, di Torre del Greco.
All'inizio non ci volevo andare, ma ho notato che la situazione è a tratti drammatica.
Si calcola che vi sono 13000 famiglie implicate in questa situazione che di ora in ora è sempre più drammatica, la stima è di 52000 (Torre del Greco conta poco meno di 90000 abitanti) persone che hanno obbligazioni che forse non valgono più nulla e alcune famiglie avevano tutti i risparmi lì.
Se volete, giusto per curiosità personale, seguire la faccenda, il blog che ho creato è:
http://obbligazionistidm.wordpress.com
Ci si risente quando si sono un po' calmate le acque. Nel frattempo sono lì!
domenica 19 febbraio 2012
Gli italiani rinsaviscono?
Il 60% di share è una cifra eccezionale, almeno così dicono. Ma a cosa corrisponde quella cifra?
A 16 milioni di italiani. Sommando al rimanente 40% gli italiani davanti la tv sono stati, nelle ultime serate non più di 26,67 milioni.
Quindi potremmo dire questo, durante Sanremo:
il 30% di italioti guardava il festival
il 20% guardava altro in tv
il 50 %, la metà della nazione, faceva cose più interessanti che guardare la tv.
Gli italiani stanno rinsavendo?
Forse sì.
A 16 milioni di italiani. Sommando al rimanente 40% gli italiani davanti la tv sono stati, nelle ultime serate non più di 26,67 milioni.
Quindi potremmo dire questo, durante Sanremo:
il 30% di italioti guardava il festival
il 20% guardava altro in tv
il 50 %, la metà della nazione, faceva cose più interessanti che guardare la tv.
Gli italiani stanno rinsavendo?
Forse sì.
mercoledì 15 febbraio 2012
Quando la salita si fa dura…
Sto vivendo un momento di transizione, nella mia vita.
Sono i momenti più difficili.
Non sai dove stai andando,
sai dove sei oggi, ma non sai dove sarai domani,
sai dove lavori oggi ma non sai dove lavorerai domani.
Le sensazioni si sommano,
il vuoto allo stomaco, che ti impedisce anche di mangiare,
una sottile ed indefinibile angoscia che attanaglia la mente proprio quando ti serve lucidità,
le gambe che non reggono il tuo corpo appesantito dai pensieri.
Sai dove vuoi arrivare,
ma non sai se e come ci arriverai,
e soprattutto non sai per quale percorso,
sai però che molti percorsi nascondono insidie e sacrifici,
la lontananza da chi ami, il sacrificio più grande
non offrire quanto desideri, la più grande insidia.
Ci si sente come un veliero in una tempesta notturna,
se ti guardi attorno non sai dove andare,
ti devi fidare della bussola per non perdere la direzione
e del coraggio ad affrontare le onde per non lasciarti andare al naufragio;
solo così hai qualche speranza di uscirne,
solo così puoi proteggere le persone che ti sono care.
I ricordi si rimescolano: come si è arrivati a ciò?
analisi del vissuto e giudizi si sprecano,
ma forse non è giusto, ora, giudicarsi,
forse adesso bisogna solo cercare di superare gli ostacoli,
seguire il proprio progetto, qualunque sia la situazione.
Allora forza, che sarà mai?
Sfidare le avversità non è forse nell’indole dell’uomo?
E non è vero che senza problemi, manca il sale della vita?
E non è forse vero che la vita è sempre un’incertezza?
Vivere l’incertezza presente significa vivere la vita per quella che è.
Basta non spaventarsi.
lunedì 23 gennaio 2012
Gli italiani non smettono mai di stupirmi
Anche io dedico questo post a Giuseppe Girolamo, nella speranza di poterlo rivedere suonare
Non capita spesso di vedere mia moglie disgustata. Mi è capitato allorquando abbiamo avuto notizia del turismo fuori stagione all'isola del Giglio di famigliole che hanno portato i bimbi a fare foto con lo sfondo del relitto, e fa nulla se in quel relitto si sta vivendo ancora una tragedia.
Mia moglie balbettava, quasi, quando mi diceva: "come è possibile? Ci sono i dispersi, si sta ancora lavorando per salvare forse qualcuno e questi senza alcun rispetto vanno lì anche con i figli, ma glielo hanno spiegato che è stata una tragedia?" Al che le ho risposto: "spiegato a chi? Ai figli o ai genitori?" Qui, in casa è sceso il silenzio.
Contrariamente a mia moglie, io, invece, mi sono sentito di nuovo in Italia. In un paese che davvero mi sembrava stesse svanendo.
Nel paese del vouyerismo eletto a religione di stato.
Nel paese nel quale le mamme fanno prostituire le figlie per mandarle a fare le veline o avere favori dai potenti e, magari, chissà che non ci scappi anche la politica ...
Nel paese delle interminabili file ai funerali importanti per farsi fotografare e magari rilasciare interviste e rivedersi in tv.
Nel paese dove gli altri dovrebbero lavorare, ma io solo sono importante e conto qualcosa (e questo lo pensano in milioni) quindi mi devo salvare sempre solo io.
Nel paese dei mostri, veri o presunti, e dell'indifferenza eretta a virtù.
E pensavo: "ecco cosa succede a rifiutare le offerte di lavoro in Gran Bretagna, ti ritrovi sempre con i soliti coglioni (scusate il termine volutamente volgare) esibizionisti che ti fanno desiderare di richiedere la cittadinanza del Burundi".
Poi, sempre navigando, ho incrociato il post di quel buon uomo di bortocal, che rappresenta uno di quegli scherzi di internet: lui ateo io cattolico eppure spesso dalla stessa parte della barricata. L'avevo già leggiucchiato, ma l'ho riletto alla luce dei fatti di ieri e devo dire che per qualche minuto mi sono assorto nei miei pensieri fissando il vuoto.
Mi sono ricordato di tutti i pomeriggi spesi con altri miei amici, a Torre, per gestire, senza vedere una lira, una società sportiva di promozione che accettava tutti i ragazzi, anche se le famiglie non potevano pagare, trovavamo sempre qualche sponsor di buon cuore.
Ricordavo di tutti i volontari, obiettori, semplici civili e militari, me compreso, che a Sarno si trovarono impegnati a spalare, ad animare i bambini presenti tra gli sfollati, ad organizzare un minimo di gestione delle emergenze per le frane.
Ricordavo dell'impegno di tanti giovani presso ospizi o ospedali che van lì semplicemente per portare sollievo agli emarginati e alle persone sole.Ricordavo di tante persone che vivono ogni giorno lontano dai riflettori aiutando gli altri senza avere nulla in cambio.
Fino a coloro che cedono il posto sulla scialuppa di salvataggio al bambino perché rispettano una vita e pensano che un bambino meriti qualche chance in più di salvarsi rispetto ad un adulto perché più indifeso.
E mi dicevo che fortunatamente l'Italia non è solo indifferenza ed esibizionismo. In questo gli italiani continuano fortunatamente a stupirmi.
Chissà forse non ho sbagliato completamente a rifiutare, giusto qualche anno fa, il lavoro in Gran Bretagna.
E forse faccio anche bene a tenermi la mia carta di identità.
venerdì 20 gennaio 2012
Non ci interessano i cavoli di Schettino, vogliamo la verità!
Prometto: secondo e ultimo post sulla Concordia.
Partiamo dalla frase di Foschi: «Costa Crociere darà assistenza legale al comandante Schettino. Ma l'azienda ha il dovere anche di tutelare i suoi 24 mila dipendenti. Non possiamo negare un errore umano. Le procedure che sono state adottate - ha dichiarato Foschi - non hanno rispettato le rigide disposizioni documentate e di addestramento»
Foschi mente.
Come detto sul post di 2 giorni fa, Costa era a conoscenza degli inchini e li pubblicizzava, anche.
Ma la frase ha un aspetto quasi sibillino, la vogliamo tradurre per i non addetti ai lavori?
Una possibile traduzione è la seguente: ok, avete un colpevole ma non toccate la compagnia perché spediamo a casa 24000 persone. Insomma, Foschi già poco dopo l'incidente comincia a mandare messaggi perché si faccia pressione sui magistrati per limitare le indagini al capitano. E puntualmente ieri è cominciato il massacro mediatico del capitano.
E' cominciata la campagna mediatica di massacro di Schettino. Ovviamente capitanata da Bruno Vespa, un tizio sul quale ogni commento è inutile.
La distruzione mediatica di un uomo, ancorché colpevole di gravi delitti, come in questo caso, è sempre un'operazione vile e spesso è condotta per difendere altri interessi.
Mostrare che in plancia di comando si facessero festini vari significherebbe screditare sempre più non solo il comandante ma anche gli altri ufficiali.
La gogna mediatica la rispediamo al mittente. A Vespa di sicuro e a chi fa passare queste notizie costruite ad arte per evitare che al pubblico arrivino altre informazioni.
A noi non interessano le moldave, le bielorusse, le polacche o come il capitano faccia la pipì! A noi interessa:
1. sapere perché il comandante per un'ora non ha attivato nessuna procedura di emergenza con una nave che affondava;
2. sapere cosa si sono detti il comandante e il responsabile a terra della Costa e se quest'ultimo abbia dato ordini sul da farsi a Schettino;
3. sapere se la Costa era a conoscenza e nel caso perché non ha allertato i soccorsi;
4. sapere perché Palombo che pure capisce la gravità del fatto chiama Schettino, chiama la Costa ma non chiama la Capitaneria.
Tutte queste cose le vogliamo sapere non per processare qualcuno o per fare audience, ma per capire se è effettivamente un affare acquistare un biglietto della Costa oppure è un rischio perché in azienda pensano ad altro mentre sei in difficoltà su una loro nave.
Il resto è aria fritta, buona solo per macellare il capro espiatorio e per coprire altre responsabilità.
Precisiamo che non vogliamo affossare Costa Crociere, semplicemente capire se vi sono altre responsabilità non ancora note tra i dirigenti per poter punire i colpevoli, qualsiasi fosse il loro ruolo, anche l'amministratore delegato, se necessario!
Partiamo dalla frase di Foschi: «Costa Crociere darà assistenza legale al comandante Schettino. Ma l'azienda ha il dovere anche di tutelare i suoi 24 mila dipendenti. Non possiamo negare un errore umano. Le procedure che sono state adottate - ha dichiarato Foschi - non hanno rispettato le rigide disposizioni documentate e di addestramento»
Foschi mente.
Come detto sul post di 2 giorni fa, Costa era a conoscenza degli inchini e li pubblicizzava, anche.
Ma la frase ha un aspetto quasi sibillino, la vogliamo tradurre per i non addetti ai lavori?
Una possibile traduzione è la seguente: ok, avete un colpevole ma non toccate la compagnia perché spediamo a casa 24000 persone. Insomma, Foschi già poco dopo l'incidente comincia a mandare messaggi perché si faccia pressione sui magistrati per limitare le indagini al capitano. E puntualmente ieri è cominciato il massacro mediatico del capitano.
E' cominciata la campagna mediatica di massacro di Schettino. Ovviamente capitanata da Bruno Vespa, un tizio sul quale ogni commento è inutile.
La distruzione mediatica di un uomo, ancorché colpevole di gravi delitti, come in questo caso, è sempre un'operazione vile e spesso è condotta per difendere altri interessi.
Mostrare che in plancia di comando si facessero festini vari significherebbe screditare sempre più non solo il comandante ma anche gli altri ufficiali.
La gogna mediatica la rispediamo al mittente. A Vespa di sicuro e a chi fa passare queste notizie costruite ad arte per evitare che al pubblico arrivino altre informazioni.
A noi non interessano le moldave, le bielorusse, le polacche o come il capitano faccia la pipì! A noi interessa:
1. sapere perché il comandante per un'ora non ha attivato nessuna procedura di emergenza con una nave che affondava;
2. sapere cosa si sono detti il comandante e il responsabile a terra della Costa e se quest'ultimo abbia dato ordini sul da farsi a Schettino;
3. sapere se la Costa era a conoscenza e nel caso perché non ha allertato i soccorsi;
4. sapere perché Palombo che pure capisce la gravità del fatto chiama Schettino, chiama la Costa ma non chiama la Capitaneria.
Tutte queste cose le vogliamo sapere non per processare qualcuno o per fare audience, ma per capire se è effettivamente un affare acquistare un biglietto della Costa oppure è un rischio perché in azienda pensano ad altro mentre sei in difficoltà su una loro nave.
Il resto è aria fritta, buona solo per macellare il capro espiatorio e per coprire altre responsabilità.
Precisiamo che non vogliamo affossare Costa Crociere, semplicemente capire se vi sono altre responsabilità non ancora note tra i dirigenti per poter punire i colpevoli, qualsiasi fosse il loro ruolo, anche l'amministratore delegato, se necessario!
mercoledì 18 gennaio 2012
C'è sicurezza in crociera per i turisti?
Sulla tragedia Costa si sprecano le parole: Schettino non era sulla nave, no, era su una scialuppa o forse sugli scogli, a coordinare (magari a voce, sigh) i soccorsi.
Come molti gli italiani ho ascoltato le registrazioni e rivisto i tempi della tragedia e, volendoci riflettere su, ci sono almeno due scenari possibili su quel che è accaduto quella notte: scenari che inevitabilmente comportano delle serie riflessioni sulla sicurezza in mare delle crociere.
Ma l'elemento credo che sta sfuggendo ai media (di proposito?) è il tempo, o meglio i tempi della tragedia.
Riesaminiamo il tutto.
Alle 21.45 di venerdì la nave impatta sugli scogli. Da questo momento e dai minuti successivi il capitano già sa di avere una falla, probabilmente anche i motori in avaria.
Alle 22 il comandante è in contatto con compagnia, le telefonate si susseguono. La compagnia sarà stata avvertita della falla? Inoltre non c'è ancora alcuna richiesta di aiuto. Il comandante cerca di arrivare al porto dell'isola, la nave è lenta.
Alle 22.31 dopo diverse comunicazioni con la Capitaneria e dopo le rassicurazioni del capitano, la Capitaneria di Porto fa scattare comunque i soccorsi - è passata quasi un'ora dall'impatto.
Alle 22.34 è richiesto soccorso.
Alle 22.41 la nave è ferma nel punto dove poi è affondata. Arriva la Guardia di Finanza e comincia l'evacuazione quattro minuti dopo senza l'ordine del comandante.
Alle 23.10 la nave si inclina, le operazioni di evacuazione diventano più difficili ed è da questo momento che probabilmente si cominciano ad avere le vittime: con l'inclinazione diventa tutto più difficile.
Alle 4.45 la Guardia di Finanza dichiara evacuata la nave, nel frattempo c'è lo scontro tra la Capitaneria di Porto e il Capitano Schettino per la gestione dell'emergenza.
I questiti sono diversi.
Come mai una nave andava così vicino alla costa? E' una pericolosa usanza dei capitani o è un fatto noto alle compagnie?
La Costa frettolosamante, troppo frettolosamente, scarica la colpa sul suo capitano: errore umano! Precisando poi, udite bene, di essere parte lesa ma di garantire l'assistenza legale al capitano, come dire: Schettino mi ha leso, gli faccio causa ma magari gli pago il miglior avvocato per difendersi.
Qualcosa non torna.
La Costa è la stessa che nei depliant pubblicitari loda queste manovre onde attrarre turisti a bordo delle sue navi. Segno chiaro e inequivocabile che la compagnia non solo sapeva di queste manovre che portavano le navi in zona non navigabile (quindi in mare a rischio) ma ne sfruttava anche i ritorni di immagine: la responsabilità della compagnia comincia a definirsi netta.
Gli avvicinamenti pericolosi alla costa sono incoraggiati dalle stesse compagnie.
I turisti lo sanno?
Ma soprattutto lo sanno le compagnie assicurative?
E sì, perché se io fossi titolare di una assicurazione, mi guarderei bene dal pagare un armatore che ha perso una nave violando le regole della navigazione, mandando un bestione a fracassarsi sugli scogli.
E se Schettino avesse detto come stavano davvero le cose alla compagnia? E' un possibile scenario.
In questo caso, chissà se i responsabili Costa hanno pensato all'assicurazione o ai passeggeri mentre venerdì sera parlavano con Schettino, visto che tutti si son guardati bene dal richiedere soccorso. Come lo proseguiamo questo scenario fantascientifico?
Magari, come i bambini che sanno di aver fatto una marachella, si poteva sempre sperare di mettere qualche "cerotto" e di simulare una collisione con un ufo, ovviamente in mare aperto, in modo da far sganciare quattrini all'assicurazione.
Però per far questo bisogna magari portare la nave in un porto, ed è quello che hanno tentato di fare, ovviamente senza riuscirci.
Il comandante non poteva proferire parola, visto che tutto era cominciato da un suo errore: in questo scenario (inverosimile, ovviamente) la nave sarebbe stata nelle mani di qualche dirigente della compagnia che pensava solo a come farsi pagare dall'assicurazione. I passeggeri? Assenti nelle menti di questi attori.
Ovviamente questo scenario sarà immediatamente sconfessato una volta che la scatola nera rivelerà agli inquirenti la sua verità. A supporto di queste ipotesi (o illazioni, decidete voi) c'è il fatto grave che l'allarme non è partito dalla nave ma neanche dalla compagnia. Quindi la Costa Crociere o sapeva della situazione sulla nave e ha cercato di riparare nel modo peggiore o non sapeva proprio, questo è il secondo scenario.
Supponiamo che davvero Schettino non abbia detto nulla neppure alla compagnia, resta il fatto che la compagnia sapeva, come detto prima, di queste manovre.
La responsabilità del naufragio e del ritardo dei soccorsi è quindi tutta del comandante e degli ufficiali. Si potrebbe pensare che il comandante, capito l'errore, sia entrato nel panico (che sia andato in palla è chiaro anche dalle registrazioni, anche se non si sa bene quali siano stati gli elementi che l'hanno sconvolto così tanto) e abbia cercato di nascondere al mondo intero il problema (che ripeto, lui sicuramente conosceva benissimo) cercando di guadagnare un porto.
La mancanza di lucidità non gli ha neanche consentito di ragionare su quanta acqua stesse imbarcando e sul fatto che magari non aveva i motori a disposizione per arrivarci al porto.
Comunque la si guardi sembrerebbe che, chiunque sia l'attore protagonista, il denominatore comune di questa sciagura non sia stato la sicurezza dei passeggeri ma qualche altro elemento che si può immaginare ma di cui non si ha la certezza.
Infatti per quale motivo non richiedere soccorso quando si sa che hai una falla enorme nell'imbarcazione?
Per quale motivo far passare un'ora preziosa per i soccorsi quando non disponi più dei motori?
Se il motivo c'è, le scatole nere e l'inchiesta lo troverà, al di la di scenari fantasiosi.
Resta il fatto che la Costa Crociere e i suoi comandanti sicuramente contravvengono al codice di navigazione per motivi economici senza tener conto della sicurezza in mare.
Resta il fatto che di fronte ad un incidente rilevante uno che è definito tra i migliori comandanti della flotta non ha seguito le procedure di emergenza pensando a salvare i passeggeri ma ha fatto scelte guidate da motivazioni differenti, tuttora da chiarire. Anche questa è responsabilità dell'azienda: aveva un uomo non adeguato al suo compito in un posto di responsabilità.
Tutto questo lo sanno i clienti della compagnia?
Come molti gli italiani ho ascoltato le registrazioni e rivisto i tempi della tragedia e, volendoci riflettere su, ci sono almeno due scenari possibili su quel che è accaduto quella notte: scenari che inevitabilmente comportano delle serie riflessioni sulla sicurezza in mare delle crociere.
Ma l'elemento credo che sta sfuggendo ai media (di proposito?) è il tempo, o meglio i tempi della tragedia.
Riesaminiamo il tutto.
Alle 21.45 di venerdì la nave impatta sugli scogli. Da questo momento e dai minuti successivi il capitano già sa di avere una falla, probabilmente anche i motori in avaria.
Alle 22 il comandante è in contatto con compagnia, le telefonate si susseguono. La compagnia sarà stata avvertita della falla? Inoltre non c'è ancora alcuna richiesta di aiuto. Il comandante cerca di arrivare al porto dell'isola, la nave è lenta.
Alle 22.31 dopo diverse comunicazioni con la Capitaneria e dopo le rassicurazioni del capitano, la Capitaneria di Porto fa scattare comunque i soccorsi - è passata quasi un'ora dall'impatto.
Alle 22.34 è richiesto soccorso.
Alle 22.41 la nave è ferma nel punto dove poi è affondata. Arriva la Guardia di Finanza e comincia l'evacuazione quattro minuti dopo senza l'ordine del comandante.
Alle 23.10 la nave si inclina, le operazioni di evacuazione diventano più difficili ed è da questo momento che probabilmente si cominciano ad avere le vittime: con l'inclinazione diventa tutto più difficile.
Alle 4.45 la Guardia di Finanza dichiara evacuata la nave, nel frattempo c'è lo scontro tra la Capitaneria di Porto e il Capitano Schettino per la gestione dell'emergenza.
I questiti sono diversi.
Come mai una nave andava così vicino alla costa? E' una pericolosa usanza dei capitani o è un fatto noto alle compagnie?
La Costa frettolosamante, troppo frettolosamente, scarica la colpa sul suo capitano: errore umano! Precisando poi, udite bene, di essere parte lesa ma di garantire l'assistenza legale al capitano, come dire: Schettino mi ha leso, gli faccio causa ma magari gli pago il miglior avvocato per difendersi.
Qualcosa non torna.
La Costa è la stessa che nei depliant pubblicitari loda queste manovre onde attrarre turisti a bordo delle sue navi. Segno chiaro e inequivocabile che la compagnia non solo sapeva di queste manovre che portavano le navi in zona non navigabile (quindi in mare a rischio) ma ne sfruttava anche i ritorni di immagine: la responsabilità della compagnia comincia a definirsi netta.
Gli avvicinamenti pericolosi alla costa sono incoraggiati dalle stesse compagnie.
I turisti lo sanno?
Ma soprattutto lo sanno le compagnie assicurative?
E sì, perché se io fossi titolare di una assicurazione, mi guarderei bene dal pagare un armatore che ha perso una nave violando le regole della navigazione, mandando un bestione a fracassarsi sugli scogli.
E se Schettino avesse detto come stavano davvero le cose alla compagnia? E' un possibile scenario.
In questo caso, chissà se i responsabili Costa hanno pensato all'assicurazione o ai passeggeri mentre venerdì sera parlavano con Schettino, visto che tutti si son guardati bene dal richiedere soccorso. Come lo proseguiamo questo scenario fantascientifico?
Magari, come i bambini che sanno di aver fatto una marachella, si poteva sempre sperare di mettere qualche "cerotto" e di simulare una collisione con un ufo, ovviamente in mare aperto, in modo da far sganciare quattrini all'assicurazione.
Però per far questo bisogna magari portare la nave in un porto, ed è quello che hanno tentato di fare, ovviamente senza riuscirci.
Il comandante non poteva proferire parola, visto che tutto era cominciato da un suo errore: in questo scenario (inverosimile, ovviamente) la nave sarebbe stata nelle mani di qualche dirigente della compagnia che pensava solo a come farsi pagare dall'assicurazione. I passeggeri? Assenti nelle menti di questi attori.
Ovviamente questo scenario sarà immediatamente sconfessato una volta che la scatola nera rivelerà agli inquirenti la sua verità. A supporto di queste ipotesi (o illazioni, decidete voi) c'è il fatto grave che l'allarme non è partito dalla nave ma neanche dalla compagnia. Quindi la Costa Crociere o sapeva della situazione sulla nave e ha cercato di riparare nel modo peggiore o non sapeva proprio, questo è il secondo scenario.
Supponiamo che davvero Schettino non abbia detto nulla neppure alla compagnia, resta il fatto che la compagnia sapeva, come detto prima, di queste manovre.
La responsabilità del naufragio e del ritardo dei soccorsi è quindi tutta del comandante e degli ufficiali. Si potrebbe pensare che il comandante, capito l'errore, sia entrato nel panico (che sia andato in palla è chiaro anche dalle registrazioni, anche se non si sa bene quali siano stati gli elementi che l'hanno sconvolto così tanto) e abbia cercato di nascondere al mondo intero il problema (che ripeto, lui sicuramente conosceva benissimo) cercando di guadagnare un porto.
La mancanza di lucidità non gli ha neanche consentito di ragionare su quanta acqua stesse imbarcando e sul fatto che magari non aveva i motori a disposizione per arrivarci al porto.
Comunque la si guardi sembrerebbe che, chiunque sia l'attore protagonista, il denominatore comune di questa sciagura non sia stato la sicurezza dei passeggeri ma qualche altro elemento che si può immaginare ma di cui non si ha la certezza.
Infatti per quale motivo non richiedere soccorso quando si sa che hai una falla enorme nell'imbarcazione?
Per quale motivo far passare un'ora preziosa per i soccorsi quando non disponi più dei motori?
Se il motivo c'è, le scatole nere e l'inchiesta lo troverà, al di la di scenari fantasiosi.
Resta il fatto che la Costa Crociere e i suoi comandanti sicuramente contravvengono al codice di navigazione per motivi economici senza tener conto della sicurezza in mare.
Resta il fatto che di fronte ad un incidente rilevante uno che è definito tra i migliori comandanti della flotta non ha seguito le procedure di emergenza pensando a salvare i passeggeri ma ha fatto scelte guidate da motivazioni differenti, tuttora da chiarire. Anche questa è responsabilità dell'azienda: aveva un uomo non adeguato al suo compito in un posto di responsabilità.
Tutto questo lo sanno i clienti della compagnia?
martedì 10 gennaio 2012
La truffa della raccolta differenziata
Il grosso affare delle amministrazioni locali:
aumentare a dismisura la TARSU per mandare poi tutti i rifiuti in discarica.
I cittadini differenziano, pagano e tra qualche anno si ritroveranno di fronte la solita emergenza rifiuti. Se non si fa la differenziata, perché pagare una TARSU così alta?
![]() |
| La discarica di Malagrotta |
Nel frattempo cominciate a pagare gli oneri della differenziata che noi ... la buttiamo in discarica!
![]() |
| Formia |
Questa è la situazione della gestione rifiuti in Campania e in Lazio (e non solo).
In molti comuni si esegue la differenziata con tanto di multe (giuste, per carità) ai cittadini che sbagliano (come a Formia) per poi ... gettare il tutto in discarica. Come dire, differenziamo per il puro piacere (?) di farlo.
Ma al peggio non c'è mai fine. A Torre del Greco, il comune non riesce neanche ad organizzare la raccolta: i cittadini devono consegnare i rifiuti nelle isole ecologiche, insomma il comune corallino intasca la TARSU (tra le più salate d'Italia) e scarica sui cittadini gli oneri della raccolta porta a porta. Ma cosa se ne faranno questi amministratori dei soldi della TARSU, se non li spendono per la raccolta? Mistero.
![]() |
| Torre del Greco |
Il raggiro della raccolta differenziata è già evidente in Campania: nonostante intere province (Avellino, Salerno, Benevento) la applicano da quasi un decennio, non si fa altro che cercare nuovi siti per le discariche (o la si esporta), mentre addirittura Napoli non riesce neppure a mostrare una parvenza di differenziazione dei rifiuti.
Il raggiro sarà evidente in Lazio a breve. La discarica di Malagrotta è quasi satura ma la Regione cerca un nuovo sito per una nuova mega discarica a cielo aperto.
Sorge la domanda: ma la differenziata la devono fare solo i cittadini? Inoltre che senso ha differenziare se non siamo organizzati e se non si fa nulla per organizze a gestire correttamente i rifiuti?
Un piano regionale che preveda il riciclo dei materiali tratti dai rifiuti e la gestione dell'umido prevede innanzitutto un corpus normativo amministrativo adeguato, inoltre la realizzazione di unità produttive, un network di trasporto e gestione relativamente complessi: è un progetto che si realizza per intero nell'arco di 5-10 anni, se oggi le amministrazioni regionali non hanno neppure stilato una bozza di progetto non c'è da stare allegri.
Con la gestione della differenziata nei comuni si da l'impressione ai cittadini che si stia facendo qualcosa, ma avere solo il primo anello della catena non significa far funzionare l'ingranaggio.E il risveglio da questo bel sogno sarà amaro o meglio, puzzolente.
Ormai è chiaro che i cittadini non vogliono più discariche nelle vicinanze delle proprie abitazioni.
E hanno ragione.
Chi può dar torto a una persona che ci tiene alla salute propria e dei propri familiari?
Possiamo dar torto alle persone che pagano le tasse per la differenziata e poi si vedono costruite delle discariche nel giardino?
Possiamo dar torto a chi si oppone ad un sistema che sta distruggendo le nostre terre?
Sono solo particolarismi o campanilismi?
O è lottare per il diritto sacrosanto alla salute?
O significa mettere di fronte ai pubblici amministratori le proprie responsabilità e inefficienze?
Adesso è il momento di chiedere agli amministratori pubblici che si stanno rigirando i pollici e stanno lavorando solo per dividersi i proventi della TARSU di andarsene.La gestione dei rifiuti non si può risolvere nei momenti di crisi, quando si manda l'esercito a impedire ai cittadini di far valere le proprie sacrosante ragioni, ammazzando di fatto non solo la democrazia, ma la stessa convivenza civile.
Stiamo differenziando? Bene, regioni e province realizzino il network per il riciclo dei materiali, il riutilizzo della frazione umida (ad esempio per concimi) e, per il poco di frazione umida non riutilizzabile, il termovalorizzatore.
Ma lo facciano ora, subito, non a parole nella prossima emergenza.
Inoltre gli amministratori rendano conto ai cittadini riguardo l'utilizzo dei soldi della TARSU.
Soprattutto si dica se veramente le Regioni Lazio e Campania lavorano per il benessere dei propri cittadini o se stanno lì solo per spartirsi, in modo satrapesco, i proventi delle pubbliche tasse.
venerdì 18 novembre 2011
Sacrifichiamo per i maiali, ne vale la pena?
![]() |
| I maiali di Animal Farm |
Nuovo governo (tecnico) ma nulla di nuovo sotto al sole.
Le dichiarazioni del neoministro Clini su OGM e nucleare sono in continuità con ciò che pensa la maggioranza dei "rappresentanti del popolo", dal pd al pdl passando per udc, lega ecc..Peccato che la maggioranza degli italiani ha già chiarito, riguardo al nucleare, che ciò che pensa la maggioranza dei deputati è solo un'opinione personale da tenere per se'.
A questo punto direi sarebbe il caso di chiarire ai nostri "rappresentanti" o sedicenti tali, anche cosa pensano gli italiani sugli OGM.
Comunque da queste prime dichiarazioni appare chiaro quanto riportato su questo blog qualche giorno fa.
Questo governo serve solo a darci una randellata di tasse per migliorare i conti pubblici. Le persone che lo costituiscono vengono da quel mondo finanziario e bancario che pensa ai profitti più che alla democrazia.
Il problema è che sono espressione di un mondo che è, sì, economico, ma non è di un'economia liberista bensì monopolista, di cartello.
Quindi dimentichiamo le riforme fondamentali che potrebbero dare slancio definitivo alla nostra economia, ovvero la demolizione dei monopoli e dell'intervento statale sul mercato imprenditoriale e l'imposizione di leggi più rigide per i pagamenti e le detrazioni per i liberi professionisti e pene severe per le aziende e i manager che evadono: se va bene si recupererà qualche briciola dalle evasioni.
L'Italia, come già detto, la salveranno i contribuenti onesti, nella speranza che, passata la crisi e i vari governi tecnici, quando le cose andranno meglio, i conti pubblici non diventino di nuovo il tesoro da dilapidare per le gozzoviglie dei nostri emeriti "rappresentanti".
L'impressione è che, invece, sarà proprio così; nel programma di un governo tecnico, c'è, ipocritamente, il solo obiettivo di risanare i conti ma non di avviare riforme.
Il problema è che le riforme del libero mercato e di una fiscalità più attenta all'emersione dell'evasione nessun governo le propone, ovviamente, quindi adesso sacrifichiamoci, ben sapendo che dopo i nostri sacrifici, i soliti noti, cominceranno a gozzovigliare di nuovo alle nostre spalle!
Ma non presentatemi Monti come salvatore della patria.
I salvatori della patria, come al solito sono i cittadini onesti, che oltre i sacrifici dvranno essere anche sbeffeggiati, in futuro, dall'establishment.
Sono in vendita, come le prostitute, al miglior offerente, ovviamente....
Diversi siti nazionali hanno ripreso la notizia del "buco nero" finanziario di Finmeccanica lasciato dall'epoca Guarguaglini (e non diciamo altro). Accanto alle considerazioni finanziarie, prende sempre più forma la notizia che Finmeccanica dovrebbe vendere le "perle" del gruppo per fare cassa.
Vendere le perle significa vendere società che fanno utili e che non sono in perdita per cercare di ristrutturare le altre da vendere a loro volta.
Ora, poiché più volte i leader di Finmeccanica han dichiarato di voler liberarsi di tutte le attività che non siano nel campo della difesa e dell'aviazione (Alenia, Augusta-Westland, Elsag-Selex, WASS, ecc.) è chiaro che la crisi finanziaria è il momento giusto per cominciare le dismissioni almeno delle società più redditizie non legate alla difesa, che sono Ansaldo STS e Ansaldo Energia.
Ansaldo Energia, in particolare, ha ordini in portafoglio di circa 1000 mln euro, è quindi una società decisamente appetibile.
Infatti già il 9 marzo Ansaldo Energia è diventata, al 45% della First Reserve Corporation, una finanziaria americana.
Quindi io sono già quasi per metà a stelle e striscie.
Adesso Finmeccanica metterà il vendita la restante 55% dell'azienda. Sarò al 100% un lavoratore di una ditta straniera in Italia.
Vabbè, fa nulla, bisogna essere internazionali, cittadini del mondo, certo, però forse avrei fatto meglio ad accettare dei contratti esteri un lustro fa piuttosto che lavorare per gli stranieri con un contratto italiano.
Comunque il fatto di essere in vendita mi fa sentire come uno schiavo moderno ... sarà solo una sensazione?
Vendere le perle significa vendere società che fanno utili e che non sono in perdita per cercare di ristrutturare le altre da vendere a loro volta.
Ora, poiché più volte i leader di Finmeccanica han dichiarato di voler liberarsi di tutte le attività che non siano nel campo della difesa e dell'aviazione (Alenia, Augusta-Westland, Elsag-Selex, WASS, ecc.) è chiaro che la crisi finanziaria è il momento giusto per cominciare le dismissioni almeno delle società più redditizie non legate alla difesa, che sono Ansaldo STS e Ansaldo Energia.
Ansaldo Energia, in particolare, ha ordini in portafoglio di circa 1000 mln euro, è quindi una società decisamente appetibile.
Infatti già il 9 marzo Ansaldo Energia è diventata, al 45% della First Reserve Corporation, una finanziaria americana.
Quindi io sono già quasi per metà a stelle e striscie.
Adesso Finmeccanica metterà il vendita la restante 55% dell'azienda. Sarò al 100% un lavoratore di una ditta straniera in Italia.
Vabbè, fa nulla, bisogna essere internazionali, cittadini del mondo, certo, però forse avrei fatto meglio ad accettare dei contratti esteri un lustro fa piuttosto che lavorare per gli stranieri con un contratto italiano.
Comunque il fatto di essere in vendita mi fa sentire come uno schiavo moderno ... sarà solo una sensazione?
lunedì 14 novembre 2011
Generazione bruciata
L'etica del lavoro è l'etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi.
(B. Russell)
Un nuovo Presidente del Consiglio, il prof. Mario Monti, dal curriculum eccelso, tenterà di salvare l'Italia. Il debito pubblico, si dice, è a livelli stratosferici. Vero. Non andando a scomodare letteratura rivoluzionaria o di sinistra, basta spulciare tra le carte della Banca d'Italia per capire che siamo un popolo che ha un tenore di vita molto oltre le proprie capacità produttive. Per capirci, ho estratto dei grafici da un bel lavoro sul debito storico italiano della stessa Banca d'Italia.
Il popolo italiano è sempre stato pieno di debiti!!!!
Paragoniamo il debito ai governi degli ultimi anni. Lo fa splendidamente il sito www.linkiesta.it :
Ma come fanno i "governi tecnici" a rimettere a posto le cifre del debito?
- prelievi "una tantum" sui depositi (Amato vi ricorda qualcosa? Correva l'anno 1992);
- rinuncia dei lavoratori alle rivalutazioni delle contribuzioni legate all'inflazione (chi si ricorda come finì il referendum sulla scala mobile del 1985?);
- limitare la crescita delle retribuzioni anche oltre i desiderata di Craxi (governi Amato e Ciampi).
Nel frattempo la classe politica continuava a macinare bustarelle, tangenti e bruciare parte del patrimonio nazionale che gli italiani stavano, con i sacrifici, ricostruendo.
Mani pulite del 1992 insieme ad una miriade di altre indagini spesso insabbiate dai politici nell'indifferenza generale sono solo il preludio di come i governi pensano si debba salvare la nazione. Insomma, parafrasando Orwell, i lavoratori italiani fanno la parte di Gondrano, mentre chi ci governa è decisamente Napoleon.
Poi, come accaduto per Amato e Ciampi si fa la morale ai cittadini sull'elevato tenore di vita, ma mai dagli scranni del parlamento si da' giustificazione sul perché in Italia abbiamo tante auto blu, perché vi sono ospedali mezzi costruiti e lasciati marcire, perché esistono delle bretelle autostradali che partono dal nulla e finiscono nel vuoto, perché non è interdetto, vita natural durante, il pubblico ufficio a corrotti e assenteisti, perché non si inseriscono due semplici leggine (basta davvero così poco) per ridurre drasticamente il livello di evasione, insomma perché la classe politica e dirigente (i maiali, nella metafora, ovviamente, di Orwell) nelle varie finanziarie non cede nemmeno un centesimo dei propri privilegi quasi nobiliari.
Ma il taglio delle spese pubbliche è solo il secondo passo per rimettere in moto l'Italia. Il primo passo è il più difficile.
L'introduzione dei contratti a termine, dei co.co.co., dei contratti a progetto ha di fatto reso una intera generazione di giovani schiava dei potenti.
Sono giovani che non possono accedere a mutui per la casa, non hanno i contributi pensionistici degli altri, non hanno la stabilità economica per crearsi una famiglia: alcuni di loro sono a contratto a progetto da 10 anni!
Questi giovani sono più facilmente ricattabili ed è più facile vessarli, non possono difendersi, sono soli. Adesso con la nuova proposta finanziaria si propone un inasprimento delle tasse, eventualemente una patrimoniale, ovviamente su risparmi già tassati magari di lavoratori a termine - ma le patrimoniali non vedono queste cose - , la reintroduzione dell'ici per la prima casa da considerare a tutti gli effetti un bene di lusso.
Stiamo espropriando questi giovani del bene maggiore che hanno: il proprio futuro. L'Italia sta creando una nuova classe di lavoratori-schiavi che dovrà sopportare tutte le misure restrittive delle varie crisi, i proventi del loro lavoro andranno ovviamente agli imprenditori "illuminati" ai quali dedicare le copertine del Corriere economia. Come capita sempre nella storia, si creano schiavi se ci sono degli schiavisti, i politici formalizzano con le leggine questo stato di fatto.
Il problema vero è che tutti gli esimi economisti italiani, politici e non, come anche molti ... "imprenditori" pensano di poter mandare avanti una nazione solo con i tagli salariali senza inserire nel sistema elementi quali innovazione, competitività, libero mercato: sì libero mercato.
Se oggi il PIL italiano è asfittico lo si deve alla presenza di troppi monopoli.
Il monopolio è un cancro per l'Italia.
Una azienda monopolista se ne frega della qualità del servizio o del prodotto, con buona pace della preparazione e della meritocrazia, d'altra parte una azienda monopolistica, che lavora male, cercherà sempre appalti pubblici lubrificando per bene le mani dei politici con mazzette.
Perché nessun governo della repubblica ha mai voluto un vero libero mercato?
Non conviene agli industriali, ci pensate? Mettersi la concorrenza in casa! Non conviene ai politici, meglio avere elettori facilmente ricattabili anche con le briciole.
Se non c'è libero mercato non c'è meritocrazia,
se non c'è libero mercato non ci sono servizi di eccellenza,
se non c'è libero mercato prima o poi ci saranno schiavi,
se non c'è libero mercato ci sarà sempre un eccessivo livello di corruzione,
se non c'è libero mercato non c'è innovazione,
se non c'è innovazione, il gap tecnologico prima o poi ci strangolerà e diverremo da terzo mondo, ci stiamo arrivando.
Fin quando un governo non porrà tra le misure urgenti il taglio dei privilegi e la volontà forte di eliminare monopoli, carrozzoni pubblici e di far nascere un mercato libero, allora il messaggio sarà sempre lo stesso: in Italia dobbiamo adeguarci ad un regime che di democratico ha poco e dobbiamo pagare le scorpacciate future a quelli, come si dice oggi, "della casta", che prosciugheranno la ricchezza del paese fin tanto che ne avrà, dopo magari convoleranno in paradisi fiscali a godersi la vita mentre i nostri figli vivranno sotto i ponti.
Con buona pace del futuro dei giovani e del futuro della nazione.
mercoledì 26 ottobre 2011
Nuovo termovalorizzatore a Napoli?
In Campania cercano un sito per un nuovo termovalorizzatore, e già si stanno accapigliando per una discussione inutile e fuorviante.
Un termovalorizzatore nuovo?
A che serve?
Ad Acerra ce ne sta uno nuovo di zecca ma spento.
Perché non far funzionare quello?
La risposta è semplice: non si può far funzionare un termovalorizzatore senza fare la differenziata, altrimenti i bruciatori s'inceppano in 3 giorni, al di là dell'inquinamento della combustione di rifiuti non differenziati.
Si faccia bene la differenziata e si usi quello di Acerra.
Tutto questo giro sul nuovo termovalorizzatore serve solo per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica campana e giustificare la scelta di nuovi siti "provvisori" per le discariche rinviando di fatto la partenza della costosa raccolta differenziata nel comune di Napoli (per la quale, ovviamente, il comune in oggetto ha già da diversi anni aumentato la TARSU).
Sarebbe interessante chiedere al Comune perché, a fronte di una delle TARSU più elevate d'Italia, il servizio di raccolta e gestione della differenziata non esiste.
Con proposte e chiacchiericci del genere la classe politica campana spera di continuare a gestire il sistema discariche per altri 20 anni come è stato gestito negli ultimi 30 anni.
Nulla di nuovo sotto il sole di Napoli.
Iscriviti a:
Post (Atom)




